La guida alla Trasformazione Integrata

Digital Transformation

  • Valuta gli avanzamenti della trasformazione: “Allontanati per vederti meglio”

    In uno degli ultimi meeting aziendali è venuto a trovarci l’amministratore delegato di una grande azienda, una multinazionale tecnologica, e tra i vari messaggi che ci ha trasmesso uno ha attirato molto la mia attenzione ovvero il fatto che in determinate situazioni é necessario

    “allontanarsi per vedersi meglio”.

    Cosa intendiamo con questo?

    Quando siamo presi su un progetto nuovo, su un progetto innovativo, su una grande trasformazione, siamo così impegnati a lavorare duramente e a stare a testa basta a cercare di portare i risultati che a volte perdiamo di vista quanto é avanzato il nostro progetto perché non riusciamo più a valutare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati.

    Quello che ti consiglio di fare, nel momento in cui sta affrontando dei progetti importanti, ed in generale sempre nella tua vita aziendale é la seguente routine:

    1. Detta dei tempi in cui ti fermi con il tuo team per valutare quello che é successo in questo intervallo di tempo. Può essere un intervallo di 3/6 mesi, non piú lungo.
    2. Fermati e valuta quello che é successo. Non guardare solo i numeri perché in determinate situazioni i numeri non sono il segnale che le cose che avete fatto siano fatte bene o male. Ovvio che i numeri sono importanti per l’azienda ma non guardare solo a quello.
    3. Premiati quello che é stato fatto. Riconosci gli avanzamenti che sono stati fatti.
    4. Se ci sono delle criticitá fermati per rimetterle a posto.
    5. Riparti con la carica giusta, con la consapevolezza che stai andando nella giusta direzione e che sei pronto per affrontare le nuove sfide e per portare avanti il progetto nella sua totalitá.

    Fammi sapere che ne pensi, registrati sul mio canale YouTube per non perdere gli altri video e alla prossima!!!

  • Perché dovresti scegliere il cloud!!!

    Pochi giorni fa sono andato ad incontrare l’IT manager di una multinazionale con sedi in tutto il mondo e abbiamo approfondito lo stato della loro infrastruttura IT. Infrastruttura davvero complessa e complicata. C’è stato peró qualcosa che ha attirato la mia attenzione ovvero il fatto che oggi questa azienda abbia un’infrastruttura on-premise ma soprattutto le motivazione dietro questa scelta.

    La motivazione non è legata a dubbi sul Cloud, o sul credere che avere tutto in casa sia più efficace e più efficiente. La motivazione è guidata dalla convinzione che per i dati aziendali si preferisce essere sicuri che siano in casa.

    In queste situazioni quello che mi viene sempre da ricordare è  il fatto che nel momento in cui dovessi avere un milione di euro in contanti sicuramente non lo terrei sotto il materasso. Mi affiderei probabilmente ad un istituto di sicurezza perché sono sicuro che la mia casa è meno sicura di un istituto di sicurezza dove ci sono le guardie armate e sistemi di sicurezza molto piú elevati di quelli che potrei avere io.

    Lo stesso ragionamento dovrebbe valere per la tua infrastruttura.

    Il fatto che tu abbia dati sensibili, dati aziendali é vero praticamente in tutte le aziende; questo peró non giustifica che tu abbia dell’infrastruttura in casa. Sicuramente bucare i sistemi di sicurezza del tuo data center on-premise è più facile che bucare i sistemi di sicurezza di un cloud provider; sicuramente la probabilità che il tuo cavo di rete venga troncato, che ci sia una interruzione della corrente elettrica é molto più alta nel tuo data center in casa che nel cloud. Inoltre, per un’azienda internazionale, il fatto che si blocchi una sede (il centro stella dei servizi IT), non può giustificare il fatto che si blocchino anche le sedi periferiche.

    Aggiungo che il fatto di voler avere i dati al sicuro non ti può bloccare dall’avere un disaster recovery in cloud sia perché devi garantire il tuo business ma anche perché devi sempre porti la domanda: “che succede se crolla la mia sede? Che succede se perdo completamente i dati aziendali? in caso di incendio? Se c’è un terremoto? un allagamento?

    Posso perdere tutta l’informazione aziendale? Non posso permettere che questo succeda quindi il mio consiglio è: valuta l’esigenza e le opportunità del cloud. Non è detto che tu debba portare in cloud tutta l’infrastruttura, non è detto che si debba fare uno switch on/off di tuttao quanto, ma è un’esigenza che tu hai, che il tuo business ha e che, la sicurezza della tua azienda richiede per continuare a lavorare bene e dare sicurezza ai tuoi clienti.

    Fammi sapere quale é la situazione della tua infrastruttura, cosa ne pensi del cloud  e se giá lo adotti.

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  • Innovation manager e il ROI dei progetti innovativi

    Ho iniziato a leggere il libro di Ivan Ortenzi “Innovation manager”. Sono ancora all’inizio quindi non posso dare un giudizio complessivo ma ho giá trovato degli spunti molto interessanti che volevo condividere con te.

    In particolare al capitolo 2 Ivan cerca di chiarire alcuni dubbi sulle leggende legate all’innovazione. Ci sono alcuni punti che mi hanno fatto un po’ sorridere e un po’ secondo me sono utili in realtà per portare avanti un progetto e per avere le idee chiare. In particolare Ivan ci dice che:

    • Senza cambiamento non c’è innovazione ma il cambiamento non è garanzia di innovazione.
    • Senza nuova tecnologia ci può essere innovazione perché ovviamente di per sé la tecnologia non è mai innovativa é il modo e la capacità di adozione della tecnologia e di trasformazione del binomio bisogno con tecnologia che fa sì che ci sia innovazione. Non è la tecnologia di per sé che rende innovativo.
    • L’invenzione non è innovazione. L’invenzione è quello che ha a che fare con i reparti di ricerca e sviluppo per creare nuove tecnologie che possono poi essere utilizzate per fare innovazione.

    Ma la parte che secondo me è più importante è quella in cui Ivan ci racconta il fatto che un approccio sistematico e strutturato all’innovazione non fa innovare fa aumentare la probabilità di sviluppare e intercettare l’innovazione. Questa affermazione tocca un punto molto importante; di solito quando vendiamo progetti di innovazione la richiesta del nostro interlocutore è: “quale sará il ritorno dell’investimento (ROI)?”. Ecco il problema è che quando parliamo di progetti innovativi in alcuni casi non è possibile valutare il ritorno dell’investimento ma, come dice lo stesso Ivan, quello che bisognerebbe rispondere al cliente é che non abbiamo sicuramente una certezza sul ritorno dell’investimento ma, abbiamo una certezza di quello che succede se non continuiamo ad innovare. Come dico spesso, non puoi aspettare che siano gli altri a innovare perché poi diventerá troppo tardi. Non puoi essere il follower di chi innova e non puoi aspettare affacciato al balcone a guardare quello che succede perché, quando ti passerà il cambiamento davanti sarà troppo tardi per prendere la tua azienda e diventare leader di mercato.

    Io sto continuando a leggere questo libro e quindi vi darò un giudizio finale in un altro articolo, in ogni caso ti consiglio comunque di leggerlo e… restare collegato sul mio canale youtube per non perdere le altre pillole.

  • Governa il vento della Trasformazione

    Conosci il detto “nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare“?

    Oggi riflettevo in realtà di quanto questo sia concreto anche per la trasformazione della tua azienda.

    Ci capita a volte di perderci nella quotidianità e di non sapere dove portare il nostro business e di lasciarci guidare:

    • dalle onde del business;
    • dalle onde della concorrenza;
    • dalle onde delle richieste dei nostri clienti;

    che sono tutte  onde che possono aiutarci a portare la barca nel porto e quindi nella direzione verso la nostra meta ma, se non le sappiamo governare, possono lasciarci in balia, proprio come una barca che si trova in un oceano agitato.

    Quelli che vorrei provare a darti sono solo tre punti di osservazione che dovresti avere ben chiaro quando la mattina ti metti a navigare la tua azienda.

    1. devi avere sempre presente il focus e l’obiettivo che vuoi raggiungere; dove vuoi portare la tua azienda? qual è l’obiettivo di fatturato? qual è il tuo target di clienti? chi sono i tuoi competitor e come combatterli? quali sono le parti differenzianti dei loro prodotti rispetto ai tuoi?
    2. devi allo stesso tempo navigare la trasformazione della tua azienda. Non puoi aspettare e guardare quello che fanno gli altri perché altrimenti arriverà un’onda anomala che romperà la tua barca e ti fará affondare; ma devi essere tu a guidare la trasformazione. In questo modo puoi portare la tua azienda in acque calme o in acque che sei navigare dove sai cosa c’è nel fondale, dove sai che tipi di venti ci sono, e dove sai anche gestire le situazioni critiche.
    3. Devi essere preciso e puntuale nel puntare le vele. Lì dove c’è il vento, se non sappiamo mettere la vela nella direzione giusta, non riusciamo a prendere il vento a pieno e non riusciamo a far esplodere e far andare alla giusta velocità il nostro business.

    Tieni questi tre punti ben in mente quando entri ogni mattina nella tua azienda e vedrai che sarà tutto più facile.

    La nota fondamentale é: non lasciarti coinvolgere e non lasciarti intrappolare: dalle esigenze giornaliere, dalle spinte delle varie onde di tutte le richieste dei tuoi clienti, di tutte le lotte che devi combattere contro la concorrenza, contro un servizio che a volte non funziona, contro fornitori che non sono sempre partner dell’azienda, ma prendi le redini della tua azienda e portala lì dove vuoi tu.

    Fammi sapere come guidi la tua azienda e soprattutto iscriviti al mio canale Youtube per non perderti gli altri video.

  • Non cercare il colpevole per “le buche” della tua azienda

    Oggi voglio partire da una considerazione: vivo sempre più spesso a Roma e, a parte sentire quello che dicono i telegiornali, le strade romane sono davvero un colabrodo.

    Quello che osservavo mentre cercavo di evitare il groviera delle strade é che molto spesso le crepe che ci sono nella nostra azienda possono essere assimilate alla gestione delle buche stradali.

    Provo a spiegarmi meglio, molto spesso quello che succede, a Roma sempre, é che lì dove c’è una buca si prova a rattoppare; il problema reale é che la toppa  non dura. Per risolvere il problema infatti, bisognerebbe sicuramente levare un po’ di asfalto prima e un po’ di asfalto dopo vedere se quello che c’è ancora dopo é resistente e coprire in maniera più consistente. Possiamo vedere lo stesso problema nella tua azienda?

    Molto spesso quando c’è un problema cerchiamo di risolverlo trovando un colpevole. Allo stesso modo di quello che succede per una buca questo non porta la tua azienda a crescere e a fare in modo che quel problema non si ripresenti perché al primo inconveniente, al primo momento di stress, si ripresenterà lo stesso esatto problema proprio nello stesso modo nel quale alla prima pioggia la buca stradale si riaprirà (aggiungo creando una voragine sempre più grande).

    Cerchiamo quindi un modo per coprire in maniera strutturale le buche presenti nella nostra azienda:

    1. primo fra tutti capiamo l’origine del problema. Quindi non guardiamo al singolo inconveniente ma all’origine dello stesso. Non cercare il colpevole ma cerca di trovare quale parte del sistema non ha funzionato perché non è tanto “la buca” – il problema che si è verificato –  a dover far preoccupare la tua azienda, ma è capire se é un problema strutturale, capire se é necessario riorganizzare un pezzo dell’azienda o dare delle indicazioni migliori.
    2. Una volta che abbia individuato la causa non pensiamo solo alla risoluzione immediata, sebbene sia necessaria per non creare disservizi al cliente per non creare danni di reputazione aziendale, ma cerchiamo come sistematizzare la nostra azienda in modo che questo non si verifichi più.
    3. In terzo luogo lì dove il problema è più grande e quindi le cause sono primordiali fermiamoci un attimo riorganizziamo la nostra azienda quindi ri-pianifichiamo e ri-progettiamo il processo di risoluzione dell’attività che poi ha scatenato il problema.

    E’ solo in questo modo possiamo trovare ogni giorno un’azienda migliore è quella che abbiamo trovato il giorno prima.

    Fammi sapere se nella tua azienda risolvi le problematiche in modo concreto o se cerchi un colpevole e ricordati di registrarti sul canale youtube in modo da non perdere altri video

  • I 5 Trends tecnologici che guideranno la tua PMI nel 2019

    Siamo arrivati alla puntata di fine anno e vorrei approfittarne per aiutarti a capire quali sono i punti su cui dovresti focalizzarti nel 2019.

    Primo fra tutti un tema molto caldo ma anche molto importante e sentito dai tuoi clienti é il tema privacy. Oggi il GDPR ha dato una spinta in più a questo aspetto, ma soprattutto gli scandali come quello di Facebook hanno posto molto l’attenzione dell’utente finale su quello che riguarda sicurezza e conservazione del dato.

    Legato a questo argomento ovviamente ci sono tante informazioni e tanti progetti in ambito tecnologico che dovrai adottare primo fra tutti dovrai adottare servizi cloud perché l’obiettivo del 2019 se non lo hai giá  fatto è internazionalizzare la tua azienda, fornire ai tuoi clienti un servizio attivo H24 e soprattutto un servizio affidabile.

    Come terzo punto, e come terzo trend da seguire per il prossimo anno, sicuramente dovremo affacciarci al mondo dell’IoT che è molto più vicino alla tua azienda ed è molto più reale di quanto già non possiamo immaginare, abbiamo sempre più oggetti connessi e dovresti pensare anche tu di introdurne alcuni per migliorare il servizio che offri al tuo cliente finale, per migliorare anche quelle che sono le informazioni che riesci a recuperare dai tuoi prodotti e servizi con un occhio sempre attento alla privacy.

    Quarto trend che dobbiamo sicuramente cavalcare é quello dell’intelligenza artificiale; partiamo da progetti semplici quindi non mi aspetto di parlare di intelligenza artificiale in maniera molto evoluta, a meno che tu non sia un’azienda di nicchia specializzata in questo settore, ma sicuramente possiamo introdurre sistemi tipo i chatbot per aumentare e migliorare il customer care e il servizio clienti. Possiamo sicuramente affacciarci a servizi quali TensorFlow e gli altri servizi di Google e delle big corporation per introdurre sistemi intelligenza artificiale per esempio nei nostri e-commerce e nei nostri servizi web.
    Diciamo che il mondo dell’intelligenza artificiale sará uno dei temi piú caldi per il 2019.

    Ultimo ma non meno importante, dobbiamo iniziare a comprendere come il 5G rivoluzionerà la nostra azienda. Chiaro che, non tutte le aziende saranno impattate realmente da questo nuovo paradigma ma, dobbiamo capire se ci sono dei servizi che possiamo implementare per aumentare la leadership nel nostro settore di riferimento o come questa rivoluzione possa aiutarci a trasformare completamente il business e a far fuori i nostri competitor.

    Quindi ricapitolando 5 Trends tecnologici.

    1.  Primo trend che non é tecnologico ma è legato alla tecnologia è la PRIVACY. Devi avere un’attenzione e un’ossessione alla privacy ma soprattutto far percepire ai tuoi clienti quanto è importante per te la sicurezza del loro dato.
    2.  Secondo trend tecnologico CLOUD. Porta i sistemi in cloud e fornisci un servizio affidabile e sicuro attivo H24.
    3.  Terzo trend IoT. Inizia ad introdurre dei servizi, collega gli oggetti, fornisci un servizio diverso e acquisisci più informazioni sui tuoi prodotti in modo da migliorare sempre di più il servizio che offri al cliente finale.
    4.  Quarto trend intelligenza artificiale. Partiamo dai chatbot ma spostiamoci anche su tutto quello che ha a che fare col mondo dell’intelligenza artificiale legato alla specializzazione della tua impresa
    5.  Quinto trend 5G. Ultimo ma non meno importante, riuscire a capire come il 5G potrà rivoluzionare o trasformare ancora di piú il tuo business e dare un’accelerazione alle tue vendite.

    Buon fine anno e non dimenticarti di seguirmi sul mio canale youtube in modo da non perdere gli altri video

  • Utilizzi strumenti per il controllo delle performance tuo business?

    È un periodo che ho ripreso a correre in maniera assidua e a fare qualche qualche gara, anche se il mio fisico ancora non è consapevole, e riflettevo su quanto sia importante avere strumenti per valutare le performance della tua azienda così come io ho il mio Garmin che mi dà le indicazioni su quelli che sono i miei miglioramenti e su quello che è l’andamento del mio percorso sportivo.

    Molto spesso siamo così presi dal business giornaliero, dal seguire quelle che sono le esigenze, che perdiamo di vista quelli che sono gli strumenti analitici ci permettono di avere il controllo e la guida della nostra azienda.

    Dovresti quindi sapere benissimo per ogni tuo cliente quale é il fatturato che ti porta, ma anche quale é l’effort che richiede alla tua azienda ovvero quanti ticket apre, ovvero quanta è la marginalitá del singolo cliente, così come dovresti sapere in che punto della sua vita da cliente si trova. Ogni cliente ha quello che è definito il lifetime value e quindi tu dovresti essere capace di identificare per ogni cliente il punto nel suo tempo di vita con te. Non avremo clienti che compreranno come noi per sempre, ma avremo clienti che ad un certo della nostra vita ci abbandoneranno a meno che non avremo altro da offrire. Ma noi dobbiamo sapere benissimo valutare a che punto siano e a che punto dobbiamo
    continuare a fare upselling a questo cliente per aumentare il valore della nostra azienda e per aumentare il valore che diamo nostro cliente finale.
    Quindi il mio consiglio è di adottare strumenti per guidare la tua azienda consapevolmente, quindi di avere uno tuo cruscotto direzionale che ti dica per ogni cliente, ovviamente per ogni macro categoria di
    clienti a che punto è, e quale sará il passo successivo nel quale lo vuoi portare. Non devono essere i clienti a decidere quale é lo step successivo, ma devi essere tu che sei l’esperto a sapere qual è il bisogno successivo nella catena del tuo prodotto/servizio.

    Stai governando la tua azienda? Fammi sapere come ti stai comportando e SEGUIMI sul mio canale youtube per non perdere altri video

    Youtube Video – Valuta le performance della tua azienda
  • Gli insegnamenti di Seth Godin – The Dip – per la trasformazione della tua azienda

    Ho appena finito di leggere il libro di  Seth Godin – TheDip – e vorrei condividere con te alcuni spunti importanti che ho ricavato dalla lettura del libro e che, secondo me, possono essere utili per la trasformazione  della tua azienda

    Primo fra tutti il fatto che, molto spesso, nell’ideale comune i vincitori non falliscono mai, o non mollano mai. Questa è una delle idee più sbagliate; in realtà chi vince é passato da tanti fallimenti e ha saputo quando abbandonare. Così come ci racconta Seth Godin,  la differenza la fa sapere, nel momento in cui siamo nella valle, se siamo in una valle che è possibile scalare o siamo arrivati in un cul-de-sac e siamo in una strada senza uscita in cui risultati continueranno ad essere pochi e non consistenti.

    Il secondo punto interessante è proprio legato anche al fatto di saper fallire velocemente. Dobbiamo sapere quando abbandonare una strada per poterne prendere subito una nuova e quindi liberare energie da destinare a un progetto che abbia la possibilità di influenzare il mercato.

    L’altra affermazione importante è anche legata al fatto che oggi non esiste un singolo mercato. Se prendiamo per esempio la professione del medico, non esiste il medico generico come poteva essere tanti anni fa ma esiste lo specialista in ortopedia, lo specialista in chirurgia e così via. Dobbiamo quindi anche sapere qual è il nostro ambito di specializzazione ed è più opportuno vincere in un mercato di nicchia, un mercato più piccolo, piuttosto che continuare a lavorare in un mercato generalista senza risultati concreti.

    Come afferma Seth Godin nel suo libro, la differenza tra chi vince e chi invece rimane bloccato,e proprio la capacità di sapere quando è il momento di abbandonare l’impresa. Quindi come dico anch’io spesso, quella che deve essere una capacità importante per un imprenditore e la capacità di provare veloce, fallire ancora piú velocemente e ripartire. Con la differenza però che nel momento in cui siamo nella valle dobbiamo essere in grado di capire se il nostro lavoro, e quindi essere giù a testa bassa a lavorare, ci porta a influenzare il mercato oppure siamo bloccati nella valle e senza via di uscita.

    Quindi riassumendo:

    1. prova veloce;

    2. fallisci veloce;

    3. riprova veloce.

    Nel momento in cui hai trovato la tua strada l’unica parola valida é persistenza. Devi essere persistente, persistente, persistente per riuscire a battere e sconfiggere i tuoi competitor e diventare primo per la tua nicchia di riferimento.

    Fammi sapere che ne pensi e leggi anche tu il libro di Seth Godin perché davvero ricco di spunti.

  • Video recensione libro “Trasforma il tuo business ed esci dalla crisi”

    Nella pillola di oggi voglio fare la video recensione del mio libro “Trasforma il tuo business ed esci dalla crisi”.

    Poiché mi capita spesso di raccontare di cosa tratta il mio libro, ne approfitto per raccontarlo anche a te. Il sottotitolo del libro é “scopri i
    segreti che nessuno ti ha mai detto sulla digital transformation e continua a crescere anche se credi di non avere tempo e risorse necessarie per
    farlo“. Il libro in realtà si compone di due parti principali; la prima ti aiuta a liberare tempo e risorse che potrai successivamente  dedicare alla trasformazione digitale della tua impresa. Il primo capitolo parte con una provocazione per te, ed infatti nel primo capitolo il titolo è “sorridi sei in crisi“. In questo capitolo proviamo ad affrontare le motivazioni che dovrebbero farti pensare alla tua azienda come un’azienda in crisi anche se ancora non lo è. Che ci piaccia o no, prima o poi ci troveremo ad affrontare dei momenti di difficoltà e ci troveremo ad affrontare dei momenti di crisi. Se come ho provato a fare io nel libro, riusciamo a prevenirli, riusciremo a prevenire la crisi e supporre di esserlo prima che questo avvenga realmente. Ovviamente potremo affrontare questo cambiamento con la tranquillità di chi lo sta facendo in un periodo buono ma con l’ottica di quello che succederà nel futuro. Proprio per aiutarti a trasformare il tuo business il primo problema che di solito ogni imprenditore ha, è quello di non avere tempo e in alcuni casi anche risorse economiche necessarie per trasformare il business; quindi nel secondo capitolo cerco di darti degli spunti
    su come liberare spazio per la tua trasformazione, quindi introduciamo gli strumenti della delega e utilizziamo legge di pareto per ottimizzare quello che é il nostro lavoro, il lavoro dei nostri collaboratori ma anche ottimizzare la gestione della nostra customer base; non tutti i clienti sono uguali, non tutti i collaboratori sono uguali quindi dobbiamo imparare a gestirli e anche qui con degli esercizi provo a farti mettere molto bene a focus quali sono le problematiche da affrontare e come migliorare lo stato dell’organizzazione della tua azienda.

    Nel capitolo 3 invece andremo ad analizzare i tipi di trasformazione. La tua azienda si può trovare in una trasformazione leader ovvero quella che
    guidi tu perché sei un azienda appunto leader o in una trasformazione normativa che è la conseguenza di un cambiamento normativo e mai come oggi ne stanno succedendo tanti, o ancora in una trasformazione follower ovvero; quella che si rende necessaria per seguire quello che il leader di mercato fa. Questa é una trasformazione molto pericolosa, quindi ti consiglio di leggerla con molta attenzione e infine nei capitoli 4 e 5 andiamo ad affrontare
    in maniera molto concreta quella che é la  digital transformation. Partiamo col capire cosa ne blocca l’adozione è  realmente quali sono i vantaggi che può portare la tua azienda e, nel capitolo 5 arriviamo ad approfondire le armi in tuo possesso per accelerare l’introduzione di trasformazione digitale della tua azienda. Parliamo quindi di cloud, di IoT, di intelligenza artificiale e di big data analysis. Facciamo tutto però in un modo molto semplice poiché il libro vuole darti degli spunti e dei punti di vista che ti facciano capire quanto è più vicina alla trasformazione digitale la tua azienda di quanto tu possa immaginare. Ho provato a rendere il libro molto semplice e snello quindi ti invito a leggerlo  ed acquistarlo: lo trovi in vendita su Amazon.

    Buona lettura e lasciami una recensione

     

  • La tua Brand Reputation ti aiuta a non perdere clienti e ad acquisirne di nuovi?

    Oggi parliamo di brand reputation in maniera allargata.
    Qualche tempo fa ho ricevuto una e-mail da una persona che mi segue e mi raccontava di aver avuto nell’ultimo periodo  dei problemi perché ha perso il suo miglior cliente e perché ha dovuto rinunciare ad un cattivo pagatore; questo ha portato, per la sua piccola impresa, a perdere una grande porzione di fatturato. Nella mail mi chiedeva alcuni consigli su come fare per recuperare fatturato o per trasformare il suo settore.

    In realtà, dobbiamo fare un passo indietro. Prendendo il caso specifico sono andato ad analizzare e valutare quella che é la presenza sul mercato:

    • l’azienda ha un sito web aggiornato forse cinque anni fa,
    • una pagina facebook non aggiornata tre anni,
    • potrei continuare con il resto…

    Ovvio che se continui a pensare che la tua azienda possa basarsi sul passaparola e sui clienti acquisiti avrai delle grosse criticitá. Ovvio che devi
    valutare quanto sei ostaggio del tuo cliente migliore o dei tuoi primi clienti migliori e devi fare in modo che il tuo fatturato sia ben bilanciato  perché se succede che il tuo miglior cliente decide di cambiare fornitore (quello che è successo alla persona che mi ha scritto) devi essere sicuro che la perdita non sarà così grave. Non devi quindi essere vincolato ad un  cliente perché in quel caso sarà lui ad avere il potere.  Aggiungo che per fare in modo che
    questo succeda devi avere un’azienda che sia più presente sul mercato e non puoi oggi non utilizzare strumenti quali il blog aziendale, il sito aziendale, la pagina facebook aziendale e tutti gli altri strumenti web per far si che la brand reputation cresca.
    Non esiste al mondo cliente che non arrivi da noi già preparato su quello che il nostro prodotto/servizio, e non esiste che possiamo cominciare una
    trattativa da zero (a freddo) senza che il prospect sappia chi siamo perché questo ci porterà a soffrire la perdita dei clienti, a soffrire nell’acquisizione di nuovi e a soffrire in tutto il processo di gestione della nostra azienda.

    Partiamo quindi dalle cose semplici e basilari; impegnati ad avere un blog aggiornato, ad avere una una pagina facebook aggiornata e a fare in modo che l’azienda sia qualcosa di concreto.
    Se parlo con un cliente/prospect, anche supponendo che faccia un’acquisizione a freddo, quello che fará e andare su  Google e cercare quello che é il mio prodotto e quelli che sono i prodotti della concorrenza e andrá ad analizzare le opinioni degli altri clienti.
    Dovrà quindi trovare molte informazioni su di noi, dovrà avere molti clienti che parlano bene di noi, e dovrai fare in modo che quando tu sarai andato via dal cliente internet lo aiuti ad avere un idea migliore di quella che gli ha lasciato.
    Devi quindi essere ossessionato sul tuo brand, devi essere ossessionato a fare in modo che  si parli e si parli bene della tua azienda, devi essere ossessionato nel fare in modo che la brand reputation della tua azienda cresca. Impegnati su questo e vedrai che i risultati cambieranno.

    Non è semplice, e questa è una cosa che devi sapere, perchè ovviamente non è immediato questo tipo di percorso. Non basta scrivere un articolo di un blog, non basta fare un video, non basta avere una pagina con 100 follower per far sì che le persone abbiano fiducia nella tua azienda. Quindi dovrai
    lavorarci e sarà uno di quei progetti a lungo periodo che porterai avanti per sempre e continuerai a farlo in modo che tutto continui a crescere e che i tuoi clienti si fidino sempre più di te.
    Fammi sapere che ne pensi e se lo sta già facendo

     

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