La guida alla Trasformazione Integrata

Trasformazione Integrata

  • Valuta gli avanzamenti della trasformazione: “Allontanati per vederti meglio”

    In uno degli ultimi meeting aziendali è venuto a trovarci l’amministratore delegato di una grande azienda, una multinazionale tecnologica, e tra i vari messaggi che ci ha trasmesso uno ha attirato molto la mia attenzione ovvero il fatto che in determinate situazioni é necessario

    “allontanarsi per vedersi meglio”.

    Cosa intendiamo con questo?

    Quando siamo presi su un progetto nuovo, su un progetto innovativo, su una grande trasformazione, siamo così impegnati a lavorare duramente e a stare a testa basta a cercare di portare i risultati che a volte perdiamo di vista quanto é avanzato il nostro progetto perché non riusciamo più a valutare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati.

    Quello che ti consiglio di fare, nel momento in cui sta affrontando dei progetti importanti, ed in generale sempre nella tua vita aziendale é la seguente routine:

    1. Detta dei tempi in cui ti fermi con il tuo team per valutare quello che é successo in questo intervallo di tempo. Può essere un intervallo di 3/6 mesi, non piú lungo.
    2. Fermati e valuta quello che é successo. Non guardare solo i numeri perché in determinate situazioni i numeri non sono il segnale che le cose che avete fatto siano fatte bene o male. Ovvio che i numeri sono importanti per l’azienda ma non guardare solo a quello.
    3. Premiati quello che é stato fatto. Riconosci gli avanzamenti che sono stati fatti.
    4. Se ci sono delle criticitá fermati per rimetterle a posto.
    5. Riparti con la carica giusta, con la consapevolezza che stai andando nella giusta direzione e che sei pronto per affrontare le nuove sfide e per portare avanti il progetto nella sua totalitá.

    Fammi sapere che ne pensi, registrati sul mio canale YouTube per non perdere gli altri video e alla prossima!!!

  • Come far decollare il tuo business!!!

    In uno dei miei ultimi voli riflettevo su quanto il decollo di un aereo possa essere simile al decollo del tuo business. Nel momento in cui vuoi lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio, o vuoi trasformare la tua azienda devi essere molto focalizzato e devi fare in modo che tutte le energie siano dedicate a questa attività.

    Se prendiamo come esempio il decollo di un aereo, c’è un ecosistema che deve funzionare. Se per semplificare eliminiamo tutti i controlli da quando l’aereo atterra a prima del decollo, non sono un pilota quindi perderò sicuramente qualche passo, perché il decollo possa avvenire devono essere rispettate almeno le seguenti condizioni:

    • flap siano abbassati;
    • motori siano al massimo;
    • che si raggiunga l’adeguata velocità per poter decollare

    Considera che dopo che abbiamo lasciato terra il decollo non è ancora finito e ci sono ancora un sacco di criticità che possono portarci a cadere.

    Ma non basta é necessario:

    • che in cabina di pilotaggio ci siano almeno due piloti;
    • che le hostess abbiano verificato che tutti i passeggeri abbiano la cintura allacciata e che siano tranquilli,
    • che ci sia il controllo aereo a terra che verifichi che  lo spazio aereo sia libero

    Nonostante questo come sappiamo bene di decollo continua ad essere la fase più critica per un volo aereo.

    Lo stesso vale per la tua azienda nel momento in cui vuoi lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio o vuoi trasformare il tuo mercato devi assicurarti di essere molto focalizzato. Anche nel tuo caso devi avere un ecosistema che funziona:

    • devi avere dei processi interni che agevolino il tuo progetto,
    • devi avere degli strumenti digitali che utilizzi per fare in modo che il tuo progetto abbia la giusta velocità,
    • devi avere un buon reparto di marketing;
    • una giusta focalizzazione,
    • un giusto angolo d’attacco per fare in modo di comunicare bene al mercato chi sei e cosa è cambiato nella tua azienda

    Quando iniziamo un nuovo progetto dobbiamo essere molto concentrati a fare in modo che tutto funzioni e soprattutto a non lasciarci tirare o spingere dalle esigenze quotidiane o da nuove idee e nuovi progetti. Nella vita di un imprenditore ci sono mille progetti che vorremmo portare avanti; ma deve essere chiaro che se li portiamo avanti tutti insieme non abbiamo sufficienti energie e non riusciamo a prendere quella velocità che ci permette di lasciare terra e staccare i concorrenti per il nostro volo.

    La trasformazione integrata ti aiuta in questo processo perché ti da una mano a rivedere l’organizzazione interna, a rivedere gli strumenti digitali, a rivedere come comunichi la trasformazione del business all’esterno.

    Registrati sul mio canale Youtube per non perderti gli altri video.

  • La legge della percezione e della focalizzazione – Al Ries “le 22 immutabili leggi del marketing”

    Continuiamo ad analizzare il libro di Al Ries “Le 22 mutabili leggi del marketing”. (Se hai perso gli altri articoli li trovi ai seguenti link La legge dell’estensione di linea e del sacrificio La legge della leadership)

    Oggi vorrei focalizzarmi su due leggi davvero fondamentali che dovrebbero guidare il marketing della tua azienda. la legge 4 alla legge 5.

    La legge 4 é la legge della percezione che afferma che “il marketing non è una battaglia di prodotti ma è una battaglia di percezioni” ed è strettamente legata alla legge 5 che é la legge della focalizzazioneil concetto più potente del marketing e possedere una parola nella mente del cliente potenziale“.

    Se analizziamo queste due leggi possiamo davvero trasformare il nostro business e cercare quello che è il ramo di focalizzazione della nostra azienda

    L’errore che facciamo, visto che molto spesso la nostra impresa nasce dal fatto che tecnicamente siamo molto bravi a fare qualcosa, é che ci concentriamo troppo sul prodotto, sulle caratteristiche, sulle interfacce cercando di creare un prodotto che sia “meglio” di quello dei competitor, ma siamo sempre troppo focalizzati sulla parte tecnica.

    Prima di presentarci sul mercato, dovremmo invece capire qual è il focus della nostra azienda; perché il marketing deve avere un compito specifico ovvero comunicare un messaggio efficace e chiaro.

    Un messaggio efficace per essere tale deve far sì che una parola (o meglio una categoria) entri nella mente del cliente piuttosto che dare la percezione che il tuo prodotto sia meglio di quello della concorrenza. Ora nella realtà nella maggior parte dei casi ci sono più prodotti che risolvono lo stesso problema del cliente e probabilmente lo risolvono bene quanto il nostro prodotto, Quello che dobbiamo però capire è come il cliente identifica il problema e quale é il modo in cui lo vuole risolvere. Se individuiamo in maniera chiara il pain, il mal di pancia, del cliente possiamo usare quella parola per far identificare il nostro prodotto come la soluzione. Se  per esempio penso a bevanda gassata al gusto cola penso subito a Cola Cola, se dico crema alla nocciola penso a Nutella, in realtá a tal proposito oggi Pan di Stelle che sta provando con un altro angolo d’attacco a competere con nutella che fino ad oggi non aveva rivali.

    Dobbiamo quindi tenere in mente che ci deve essere una parola e un angolo di focalizzazione a cui il nostro marketing deve legarsi e a cui il nostro prodotto ovviamente deve dare la risposta giusta. 

    Pensa se applichi questa regola anche alla tua azienda e ai tuoi prodotti.

    Collegati al mio canale YouTube per non perdere le altre video pillole di Traformazione Integrata

  • Perché dovresti scegliere il cloud!!!

    Pochi giorni fa sono andato ad incontrare l’IT manager di una multinazionale con sedi in tutto il mondo e abbiamo approfondito lo stato della loro infrastruttura IT. Infrastruttura davvero complessa e complicata. C’è stato peró qualcosa che ha attirato la mia attenzione ovvero il fatto che oggi questa azienda abbia un’infrastruttura on-premise ma soprattutto le motivazione dietro questa scelta.

    La motivazione non è legata a dubbi sul Cloud, o sul credere che avere tutto in casa sia più efficace e più efficiente. La motivazione è guidata dalla convinzione che per i dati aziendali si preferisce essere sicuri che siano in casa.

    In queste situazioni quello che mi viene sempre da ricordare è  il fatto che nel momento in cui dovessi avere un milione di euro in contanti sicuramente non lo terrei sotto il materasso. Mi affiderei probabilmente ad un istituto di sicurezza perché sono sicuro che la mia casa è meno sicura di un istituto di sicurezza dove ci sono le guardie armate e sistemi di sicurezza molto piú elevati di quelli che potrei avere io.

    Lo stesso ragionamento dovrebbe valere per la tua infrastruttura.

    Il fatto che tu abbia dati sensibili, dati aziendali é vero praticamente in tutte le aziende; questo peró non giustifica che tu abbia dell’infrastruttura in casa. Sicuramente bucare i sistemi di sicurezza del tuo data center on-premise è più facile che bucare i sistemi di sicurezza di un cloud provider; sicuramente la probabilità che il tuo cavo di rete venga troncato, che ci sia una interruzione della corrente elettrica é molto più alta nel tuo data center in casa che nel cloud. Inoltre, per un’azienda internazionale, il fatto che si blocchi una sede (il centro stella dei servizi IT), non può giustificare il fatto che si blocchino anche le sedi periferiche.

    Aggiungo che il fatto di voler avere i dati al sicuro non ti può bloccare dall’avere un disaster recovery in cloud sia perché devi garantire il tuo business ma anche perché devi sempre porti la domanda: “che succede se crolla la mia sede? Che succede se perdo completamente i dati aziendali? in caso di incendio? Se c’è un terremoto? un allagamento?

    Posso perdere tutta l’informazione aziendale? Non posso permettere che questo succeda quindi il mio consiglio è: valuta l’esigenza e le opportunità del cloud. Non è detto che tu debba portare in cloud tutta l’infrastruttura, non è detto che si debba fare uno switch on/off di tuttao quanto, ma è un’esigenza che tu hai, che il tuo business ha e che, la sicurezza della tua azienda richiede per continuare a lavorare bene e dare sicurezza ai tuoi clienti.

    Fammi sapere quale é la situazione della tua infrastruttura, cosa ne pensi del cloud  e se giá lo adotti.

    collegati al mio canale Youtube per non perderti gli altri video

  • Innovation manager e il ROI dei progetti innovativi

    Ho iniziato a leggere il libro di Ivan Ortenzi “Innovation manager”. Sono ancora all’inizio quindi non posso dare un giudizio complessivo ma ho giá trovato degli spunti molto interessanti che volevo condividere con te.

    In particolare al capitolo 2 Ivan cerca di chiarire alcuni dubbi sulle leggende legate all’innovazione. Ci sono alcuni punti che mi hanno fatto un po’ sorridere e un po’ secondo me sono utili in realtà per portare avanti un progetto e per avere le idee chiare. In particolare Ivan ci dice che:

    • Senza cambiamento non c’è innovazione ma il cambiamento non è garanzia di innovazione.
    • Senza nuova tecnologia ci può essere innovazione perché ovviamente di per sé la tecnologia non è mai innovativa é il modo e la capacità di adozione della tecnologia e di trasformazione del binomio bisogno con tecnologia che fa sì che ci sia innovazione. Non è la tecnologia di per sé che rende innovativo.
    • L’invenzione non è innovazione. L’invenzione è quello che ha a che fare con i reparti di ricerca e sviluppo per creare nuove tecnologie che possono poi essere utilizzate per fare innovazione.

    Ma la parte che secondo me è più importante è quella in cui Ivan ci racconta il fatto che un approccio sistematico e strutturato all’innovazione non fa innovare fa aumentare la probabilità di sviluppare e intercettare l’innovazione. Questa affermazione tocca un punto molto importante; di solito quando vendiamo progetti di innovazione la richiesta del nostro interlocutore è: “quale sará il ritorno dell’investimento (ROI)?”. Ecco il problema è che quando parliamo di progetti innovativi in alcuni casi non è possibile valutare il ritorno dell’investimento ma, come dice lo stesso Ivan, quello che bisognerebbe rispondere al cliente é che non abbiamo sicuramente una certezza sul ritorno dell’investimento ma, abbiamo una certezza di quello che succede se non continuiamo ad innovare. Come dico spesso, non puoi aspettare che siano gli altri a innovare perché poi diventerá troppo tardi. Non puoi essere il follower di chi innova e non puoi aspettare affacciato al balcone a guardare quello che succede perché, quando ti passerà il cambiamento davanti sarà troppo tardi per prendere la tua azienda e diventare leader di mercato.

    Io sto continuando a leggere questo libro e quindi vi darò un giudizio finale in un altro articolo, in ogni caso ti consiglio comunque di leggerlo e… restare collegato sul mio canale youtube per non perdere le altre pillole.

  • La legge dell’estensione di Linea e del Sacrificio – Le 22 immutabili leggi del marketing – Al Ries

    Continuiamo ad approfondire il libro “Le 22 immutabili leggi del marketing” di Al Ries (Qui trovi la legge della Leadership). Oggi vorrei focalizzarmi sulle leggi numero 12 e 13. In particolare legge 12 – “la legge dell’estensione di linea” e la legge 13 – “la legge del sacrificio”.

    Di solito quando partiamo con il nostro progetto imprenditoriale abbiamo un’idea unica molto focalizzata e molto importante. Quello che succede è che una volta che acquisita la nostra fascia di clienti cerchiamo dei modi alternativi per crescere.

    Quali sono i modi alternativi per crescere ? Uno di questi é quello di estendere la linea. Cosa significa estendere la linea? Significa che se prendiamo l’esempio di Coca Cola, al fine di aumentare le vendite ad un certo punto ha introdotto la Coca cola light allo stesso modo con cui 7-Up ha introdotto altri tipi di bevande. In realtà questa operazione non fa altro che indebolire il nostro marchio. Nella mente dei nostri consumatori e dei nostri clienti dobbiamo essere individuati e individuabili per un tema specifico.

    Allo stesso modo, visto che le 22 leggi sono molto legate, la legge del sacrificio ci impone, piuttosto che estendere, di ridurre il nostro tipo di servizi per essere ancora più focalizzati ed essere primi nella mente dei clienti.

    Nella legge del sacrificio Al Ries prende ad esempio quello che è stato “l’esperimento” di Federal  Express nella consegna dei pacchi. Prima dell’acquisizione di Federal Express la  compagnia precedente era una compagnia di trasporto di pacchi per qualunque tipo di pacco: pacco piccolo, grande, inviato in giornata o in settimana e così via.
    In realtà Federal Express ha fatto un “semplice” lavoro di focalizzazione; ha deciso che il suo  focus era la consegna il giorno il giorno dopo. Da quel momento in poi il mercato di FedEx é cresciuto sempre più. Perché? Perché lì dove ad un cliente serviva la spedizione entro il giorno dopo sapeva a chi rivolgersi.

    Essere focalizzati, quindi non estendere la linea e rinunciare a qualcosa, non vuol dire vendere di meno, non vuol dire non vendere anche servizi a valore aggiunto ai nostri clienti; vuol dire però essere riconosciuti in un modo specifico e per una caratteristica specifica dai nostri clienti. Dobbiamo quindi essere ben attenti al fatto che non significa limitarci; e molto spesso questo limitarci non significa fare meno fatturato, vuol dire fare sicuramente fatturato di qualità, vuol dire riuscire ad uscire con un prezzo più alto e quindi ad avere margini più alti. Quindi in definitiva se abbiamo bene in mente queste due leggi sicuramente non metteremo a rischio il nostro business se funziona. Inoltre se riusciremo a rinunciare seguendo la legge del sacrificio, riusciremo a rimettere in sesto il nostro business lì dove sta cominciando a scricchiolare.

    Non dimenticarti di iscriverti al mio canale

  • La legge della Leadership

    Ho deciso di dedicare una parte della mia rubrica ad alcuni libri che hanno influenzato e che influenzano il mio modo di lavorare. Primo fra tutti é un libro di Al Ries che si intitola “Le 22 immutabili leggi del marketing” che ti consiglio sicuramente di leggere e che ogni buon imprenditore dovrebbe avere ben impresso in mente

    Vedremo in vari step questo libro perché secondo me è davvero un libro importante.

    Il libro è ormai datato ma le 22 immutabili leggi del marketing non sono davvero cambiate, quindi l’intento di Al Ries è stato sicuramente raggiunto e le sue affermazioni sono valide ancora oggi.
    Non vedremo tutte e 22 le leggi, ti consiglio di comprare il libro; oggi ci focalizziamo solo sulla legge numero 1.

    La prima legge di Al Ries é la Legge della leadership.

    Legge della leadership afferma che “è meglio essere primi che è meglio degli altri”.
    L’errore che facciamo come imprenditori e spesso di essere troppo focalizzati sul prodotto piuttosto che sulla percezione che le persone hanno del nostro prodotto. Molto spesso pensiamo che per essere primi il nostro prodotto deve essere meglio degli altri.

    In realtà non è così. Quello che dobbiamo fare è andare a prenderci la nostra nicchia di mercato, differenziarci dalla concorrenza per essere diversi e quindi primi per la risoluzione di un determinato problema dei nostri clienti. Dobbiamo tenere bene in mente, un cosa fondamentale di cui parla Al Ries: nessuno conosce i secondi.

    Se pensiamo al primo uomo che é andato sulla luna lo conosciamo tutti, e il secondo? Io non lo conosco non so tu!!!

    Quindi, nella nostra vita da imprenditore, dobbiamo puntare a diventare i primi in una nicchia di mercato. Come dice Al Ries in altre leggi, se non esiste una categoria ne creiamo una nuova per essere primi. Se non possiamo dominare la categoria nella quale siamo ora, se siamo secondi terzi o peggio ancora più avanti nelle classifica delle aziende che dominano questa categoria, dobbiamo uscire fuori da questa categoria e crearne una nuova che acquisisca i clienti da un altro angolo d’attacco quindi risolva il problema del cliente da un’altra focalizzazione!!!

    Vedremo anche altre leggi nella nel corso delle prossime pillole.

    Fammi  sapere se tu hai già letto questo libro è che ne pensi, e per non perderti le altre pillole e per non perderti le altre leggi iscriviti al mio canale in modo da essere sempre aggiornato!!!

  • Governa il vento della Trasformazione

    Conosci il detto “nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare“?

    Oggi riflettevo in realtà di quanto questo sia concreto anche per la trasformazione della tua azienda.

    Ci capita a volte di perderci nella quotidianità e di non sapere dove portare il nostro business e di lasciarci guidare:

    • dalle onde del business;
    • dalle onde della concorrenza;
    • dalle onde delle richieste dei nostri clienti;

    che sono tutte  onde che possono aiutarci a portare la barca nel porto e quindi nella direzione verso la nostra meta ma, se non le sappiamo governare, possono lasciarci in balia, proprio come una barca che si trova in un oceano agitato.

    Quelli che vorrei provare a darti sono solo tre punti di osservazione che dovresti avere ben chiaro quando la mattina ti metti a navigare la tua azienda.

    1. devi avere sempre presente il focus e l’obiettivo che vuoi raggiungere; dove vuoi portare la tua azienda? qual è l’obiettivo di fatturato? qual è il tuo target di clienti? chi sono i tuoi competitor e come combatterli? quali sono le parti differenzianti dei loro prodotti rispetto ai tuoi?
    2. devi allo stesso tempo navigare la trasformazione della tua azienda. Non puoi aspettare e guardare quello che fanno gli altri perché altrimenti arriverà un’onda anomala che romperà la tua barca e ti fará affondare; ma devi essere tu a guidare la trasformazione. In questo modo puoi portare la tua azienda in acque calme o in acque che sei navigare dove sai cosa c’è nel fondale, dove sai che tipi di venti ci sono, e dove sai anche gestire le situazioni critiche.
    3. Devi essere preciso e puntuale nel puntare le vele. Lì dove c’è il vento, se non sappiamo mettere la vela nella direzione giusta, non riusciamo a prendere il vento a pieno e non riusciamo a far esplodere e far andare alla giusta velocità il nostro business.

    Tieni questi tre punti ben in mente quando entri ogni mattina nella tua azienda e vedrai che sarà tutto più facile.

    La nota fondamentale é: non lasciarti coinvolgere e non lasciarti intrappolare: dalle esigenze giornaliere, dalle spinte delle varie onde di tutte le richieste dei tuoi clienti, di tutte le lotte che devi combattere contro la concorrenza, contro un servizio che a volte non funziona, contro fornitori che non sono sempre partner dell’azienda, ma prendi le redini della tua azienda e portala lì dove vuoi tu.

    Fammi sapere come guidi la tua azienda e soprattutto iscriviti al mio canale Youtube per non perderti gli altri video.

  • Non cercare il colpevole per “le buche” della tua azienda

    Oggi voglio partire da una considerazione: vivo sempre più spesso a Roma e, a parte sentire quello che dicono i telegiornali, le strade romane sono davvero un colabrodo.

    Quello che osservavo mentre cercavo di evitare il groviera delle strade é che molto spesso le crepe che ci sono nella nostra azienda possono essere assimilate alla gestione delle buche stradali.

    Provo a spiegarmi meglio, molto spesso quello che succede, a Roma sempre, é che lì dove c’è una buca si prova a rattoppare; il problema reale é che la toppa  non dura. Per risolvere il problema infatti, bisognerebbe sicuramente levare un po’ di asfalto prima e un po’ di asfalto dopo vedere se quello che c’è ancora dopo é resistente e coprire in maniera più consistente. Possiamo vedere lo stesso problema nella tua azienda?

    Molto spesso quando c’è un problema cerchiamo di risolverlo trovando un colpevole. Allo stesso modo di quello che succede per una buca questo non porta la tua azienda a crescere e a fare in modo che quel problema non si ripresenti perché al primo inconveniente, al primo momento di stress, si ripresenterà lo stesso esatto problema proprio nello stesso modo nel quale alla prima pioggia la buca stradale si riaprirà (aggiungo creando una voragine sempre più grande).

    Cerchiamo quindi un modo per coprire in maniera strutturale le buche presenti nella nostra azienda:

    1. primo fra tutti capiamo l’origine del problema. Quindi non guardiamo al singolo inconveniente ma all’origine dello stesso. Non cercare il colpevole ma cerca di trovare quale parte del sistema non ha funzionato perché non è tanto “la buca” – il problema che si è verificato –  a dover far preoccupare la tua azienda, ma è capire se é un problema strutturale, capire se é necessario riorganizzare un pezzo dell’azienda o dare delle indicazioni migliori.
    2. Una volta che abbia individuato la causa non pensiamo solo alla risoluzione immediata, sebbene sia necessaria per non creare disservizi al cliente per non creare danni di reputazione aziendale, ma cerchiamo come sistematizzare la nostra azienda in modo che questo non si verifichi più.
    3. In terzo luogo lì dove il problema è più grande e quindi le cause sono primordiali fermiamoci un attimo riorganizziamo la nostra azienda quindi ri-pianifichiamo e ri-progettiamo il processo di risoluzione dell’attività che poi ha scatenato il problema.

    E’ solo in questo modo possiamo trovare ogni giorno un’azienda migliore è quella che abbiamo trovato il giorno prima.

    Fammi sapere se nella tua azienda risolvi le problematiche in modo concreto o se cerchi un colpevole e ricordati di registrarti sul canale youtube in modo da non perdere altri video

  • Come gestisci i “PROBLEMI” della tua azienda?

    In questi giorni ho iniziato a leggere il libro di Fabio De Felice dal titolo “Il Decision making e i sistemi di decisione multicriterio”.

    In particolare mi sono fermato per un attimo a riflettere sull’etimologia della parola problema. In realtà la parola problema deriva dal greco e significa gettare avanti, quindi guardare oltre, vedere quella che é la situazione attuale e quella desiderabile. Vedendo il problema da questo punto di vista ovviamente cambia anche il modo in cui possiamo affrontarlo e risolverlo.
    Vorrei quindi provare a darti tre punti di attenzione da utilizzare nel momento in cui affronti un problema.

    1. Ricordati sempre che ogni problema nasconde delle opportunità e ogni opportunità nasconde dei possibili problemi.
    2. Proprio perché un problema ci ferma ad analizzare quello che sta succedendo e ci porta a cercare di capire qual è la soluzione desiderabile approfitta del fatto di avere un problema per fermati e individuare qual è la situazione desiderabile. Qual è il punto dove vuoi andare? Proprio come nell’etimologia vediamo di guardare avanti e capire dove vogliamo andare.
    3. Non farti prendere dagli eventi, nel momento in cui c’è un problema, qualunque esso sia piccolo o grande, fermati e rifletti a mente fredda; non prendere mai decisioni troppo affrettate e metti su carta step by step quali sono i passi che vorrai compiere per risolvere questo problema. Si, conosco la tua obiezione sul fatto che non è sempre possibile aspettare e risolvere i problemi con tranquillità o senza frenesia ma devi anche trovare nel momento di frenesia un attimo di relax mentale, di calma, per fare in modo che la situazione desiderabile sia realmente quella in cui andrai con la tua risoluzione del problema altrimenti troverai un problema risolto a metà e troverai un problema che si ripresenterà.

    Fammi sapere anche qual è il tuo metodo per risolvere i problemi e collegati sul canale Youtube di Trasformazione Integrata per non perderti altri video.

     

Trovi utili i contenuti del mio blog, condividilo con i tuoi amici!!!