La guida alla Trasformazione Integrata

simone romano

  • Valuta gli avanzamenti della trasformazione: “Allontanati per vederti meglio”

    In uno degli ultimi meeting aziendali è venuto a trovarci l’amministratore delegato di una grande azienda, una multinazionale tecnologica, e tra i vari messaggi che ci ha trasmesso uno ha attirato molto la mia attenzione ovvero il fatto che in determinate situazioni é necessario

    “allontanarsi per vedersi meglio”.

    Cosa intendiamo con questo?

    Quando siamo presi su un progetto nuovo, su un progetto innovativo, su una grande trasformazione, siamo così impegnati a lavorare duramente e a stare a testa basta a cercare di portare i risultati che a volte perdiamo di vista quanto é avanzato il nostro progetto perché non riusciamo più a valutare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati.

    Quello che ti consiglio di fare, nel momento in cui sta affrontando dei progetti importanti, ed in generale sempre nella tua vita aziendale é la seguente routine:

    1. Detta dei tempi in cui ti fermi con il tuo team per valutare quello che é successo in questo intervallo di tempo. Può essere un intervallo di 3/6 mesi, non piú lungo.
    2. Fermati e valuta quello che é successo. Non guardare solo i numeri perché in determinate situazioni i numeri non sono il segnale che le cose che avete fatto siano fatte bene o male. Ovvio che i numeri sono importanti per l’azienda ma non guardare solo a quello.
    3. Premiati quello che é stato fatto. Riconosci gli avanzamenti che sono stati fatti.
    4. Se ci sono delle criticitá fermati per rimetterle a posto.
    5. Riparti con la carica giusta, con la consapevolezza che stai andando nella giusta direzione e che sei pronto per affrontare le nuove sfide e per portare avanti il progetto nella sua totalitá.

    Fammi sapere che ne pensi, registrati sul mio canale YouTube per non perdere gli altri video e alla prossima!!!

  • Come far decollare il tuo business!!!

    In uno dei miei ultimi voli riflettevo su quanto il decollo di un aereo possa essere simile al decollo del tuo business. Nel momento in cui vuoi lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio, o vuoi trasformare la tua azienda devi essere molto focalizzato e devi fare in modo che tutte le energie siano dedicate a questa attività.

    Se prendiamo come esempio il decollo di un aereo, c’è un ecosistema che deve funzionare. Se per semplificare eliminiamo tutti i controlli da quando l’aereo atterra a prima del decollo, non sono un pilota quindi perderò sicuramente qualche passo, perché il decollo possa avvenire devono essere rispettate almeno le seguenti condizioni:

    • flap siano abbassati;
    • motori siano al massimo;
    • che si raggiunga l’adeguata velocità per poter decollare

    Considera che dopo che abbiamo lasciato terra il decollo non è ancora finito e ci sono ancora un sacco di criticità che possono portarci a cadere.

    Ma non basta é necessario:

    • che in cabina di pilotaggio ci siano almeno due piloti;
    • che le hostess abbiano verificato che tutti i passeggeri abbiano la cintura allacciata e che siano tranquilli,
    • che ci sia il controllo aereo a terra che verifichi che  lo spazio aereo sia libero

    Nonostante questo come sappiamo bene di decollo continua ad essere la fase più critica per un volo aereo.

    Lo stesso vale per la tua azienda nel momento in cui vuoi lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio o vuoi trasformare il tuo mercato devi assicurarti di essere molto focalizzato. Anche nel tuo caso devi avere un ecosistema che funziona:

    • devi avere dei processi interni che agevolino il tuo progetto,
    • devi avere degli strumenti digitali che utilizzi per fare in modo che il tuo progetto abbia la giusta velocità,
    • devi avere un buon reparto di marketing;
    • una giusta focalizzazione,
    • un giusto angolo d’attacco per fare in modo di comunicare bene al mercato chi sei e cosa è cambiato nella tua azienda

    Quando iniziamo un nuovo progetto dobbiamo essere molto concentrati a fare in modo che tutto funzioni e soprattutto a non lasciarci tirare o spingere dalle esigenze quotidiane o da nuove idee e nuovi progetti. Nella vita di un imprenditore ci sono mille progetti che vorremmo portare avanti; ma deve essere chiaro che se li portiamo avanti tutti insieme non abbiamo sufficienti energie e non riusciamo a prendere quella velocità che ci permette di lasciare terra e staccare i concorrenti per il nostro volo.

    La trasformazione integrata ti aiuta in questo processo perché ti da una mano a rivedere l’organizzazione interna, a rivedere gli strumenti digitali, a rivedere come comunichi la trasformazione del business all’esterno.

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  • La legge della percezione e della focalizzazione – Al Ries “le 22 immutabili leggi del marketing”

    Continuiamo ad analizzare il libro di Al Ries “Le 22 mutabili leggi del marketing”. (Se hai perso gli altri articoli li trovi ai seguenti link La legge dell’estensione di linea e del sacrificio La legge della leadership)

    Oggi vorrei focalizzarmi su due leggi davvero fondamentali che dovrebbero guidare il marketing della tua azienda. la legge 4 alla legge 5.

    La legge 4 é la legge della percezione che afferma che “il marketing non è una battaglia di prodotti ma è una battaglia di percezioni” ed è strettamente legata alla legge 5 che é la legge della focalizzazioneil concetto più potente del marketing e possedere una parola nella mente del cliente potenziale“.

    Se analizziamo queste due leggi possiamo davvero trasformare il nostro business e cercare quello che è il ramo di focalizzazione della nostra azienda

    L’errore che facciamo, visto che molto spesso la nostra impresa nasce dal fatto che tecnicamente siamo molto bravi a fare qualcosa, é che ci concentriamo troppo sul prodotto, sulle caratteristiche, sulle interfacce cercando di creare un prodotto che sia “meglio” di quello dei competitor, ma siamo sempre troppo focalizzati sulla parte tecnica.

    Prima di presentarci sul mercato, dovremmo invece capire qual è il focus della nostra azienda; perché il marketing deve avere un compito specifico ovvero comunicare un messaggio efficace e chiaro.

    Un messaggio efficace per essere tale deve far sì che una parola (o meglio una categoria) entri nella mente del cliente piuttosto che dare la percezione che il tuo prodotto sia meglio di quello della concorrenza. Ora nella realtà nella maggior parte dei casi ci sono più prodotti che risolvono lo stesso problema del cliente e probabilmente lo risolvono bene quanto il nostro prodotto, Quello che dobbiamo però capire è come il cliente identifica il problema e quale é il modo in cui lo vuole risolvere. Se individuiamo in maniera chiara il pain, il mal di pancia, del cliente possiamo usare quella parola per far identificare il nostro prodotto come la soluzione. Se  per esempio penso a bevanda gassata al gusto cola penso subito a Cola Cola, se dico crema alla nocciola penso a Nutella, in realtá a tal proposito oggi Pan di Stelle che sta provando con un altro angolo d’attacco a competere con nutella che fino ad oggi non aveva rivali.

    Dobbiamo quindi tenere in mente che ci deve essere una parola e un angolo di focalizzazione a cui il nostro marketing deve legarsi e a cui il nostro prodotto ovviamente deve dare la risposta giusta. 

    Pensa se applichi questa regola anche alla tua azienda e ai tuoi prodotti.

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  • Perché dovresti scegliere il cloud!!!

    Pochi giorni fa sono andato ad incontrare l’IT manager di una multinazionale con sedi in tutto il mondo e abbiamo approfondito lo stato della loro infrastruttura IT. Infrastruttura davvero complessa e complicata. C’è stato peró qualcosa che ha attirato la mia attenzione ovvero il fatto che oggi questa azienda abbia un’infrastruttura on-premise ma soprattutto le motivazione dietro questa scelta.

    La motivazione non è legata a dubbi sul Cloud, o sul credere che avere tutto in casa sia più efficace e più efficiente. La motivazione è guidata dalla convinzione che per i dati aziendali si preferisce essere sicuri che siano in casa.

    In queste situazioni quello che mi viene sempre da ricordare è  il fatto che nel momento in cui dovessi avere un milione di euro in contanti sicuramente non lo terrei sotto il materasso. Mi affiderei probabilmente ad un istituto di sicurezza perché sono sicuro che la mia casa è meno sicura di un istituto di sicurezza dove ci sono le guardie armate e sistemi di sicurezza molto piú elevati di quelli che potrei avere io.

    Lo stesso ragionamento dovrebbe valere per la tua infrastruttura.

    Il fatto che tu abbia dati sensibili, dati aziendali é vero praticamente in tutte le aziende; questo peró non giustifica che tu abbia dell’infrastruttura in casa. Sicuramente bucare i sistemi di sicurezza del tuo data center on-premise è più facile che bucare i sistemi di sicurezza di un cloud provider; sicuramente la probabilità che il tuo cavo di rete venga troncato, che ci sia una interruzione della corrente elettrica é molto più alta nel tuo data center in casa che nel cloud. Inoltre, per un’azienda internazionale, il fatto che si blocchi una sede (il centro stella dei servizi IT), non può giustificare il fatto che si blocchino anche le sedi periferiche.

    Aggiungo che il fatto di voler avere i dati al sicuro non ti può bloccare dall’avere un disaster recovery in cloud sia perché devi garantire il tuo business ma anche perché devi sempre porti la domanda: “che succede se crolla la mia sede? Che succede se perdo completamente i dati aziendali? in caso di incendio? Se c’è un terremoto? un allagamento?

    Posso perdere tutta l’informazione aziendale? Non posso permettere che questo succeda quindi il mio consiglio è: valuta l’esigenza e le opportunità del cloud. Non è detto che tu debba portare in cloud tutta l’infrastruttura, non è detto che si debba fare uno switch on/off di tuttao quanto, ma è un’esigenza che tu hai, che il tuo business ha e che, la sicurezza della tua azienda richiede per continuare a lavorare bene e dare sicurezza ai tuoi clienti.

    Fammi sapere quale é la situazione della tua infrastruttura, cosa ne pensi del cloud  e se giá lo adotti.

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  • La legge dell’estensione di Linea e del Sacrificio – Le 22 immutabili leggi del marketing – Al Ries

    Continuiamo ad approfondire il libro “Le 22 immutabili leggi del marketing” di Al Ries (Qui trovi la legge della Leadership). Oggi vorrei focalizzarmi sulle leggi numero 12 e 13. In particolare legge 12 – “la legge dell’estensione di linea” e la legge 13 – “la legge del sacrificio”.

    Di solito quando partiamo con il nostro progetto imprenditoriale abbiamo un’idea unica molto focalizzata e molto importante. Quello che succede è che una volta che acquisita la nostra fascia di clienti cerchiamo dei modi alternativi per crescere.

    Quali sono i modi alternativi per crescere ? Uno di questi é quello di estendere la linea. Cosa significa estendere la linea? Significa che se prendiamo l’esempio di Coca Cola, al fine di aumentare le vendite ad un certo punto ha introdotto la Coca cola light allo stesso modo con cui 7-Up ha introdotto altri tipi di bevande. In realtà questa operazione non fa altro che indebolire il nostro marchio. Nella mente dei nostri consumatori e dei nostri clienti dobbiamo essere individuati e individuabili per un tema specifico.

    Allo stesso modo, visto che le 22 leggi sono molto legate, la legge del sacrificio ci impone, piuttosto che estendere, di ridurre il nostro tipo di servizi per essere ancora più focalizzati ed essere primi nella mente dei clienti.

    Nella legge del sacrificio Al Ries prende ad esempio quello che è stato “l’esperimento” di Federal  Express nella consegna dei pacchi. Prima dell’acquisizione di Federal Express la  compagnia precedente era una compagnia di trasporto di pacchi per qualunque tipo di pacco: pacco piccolo, grande, inviato in giornata o in settimana e così via.
    In realtà Federal Express ha fatto un “semplice” lavoro di focalizzazione; ha deciso che il suo  focus era la consegna il giorno il giorno dopo. Da quel momento in poi il mercato di FedEx é cresciuto sempre più. Perché? Perché lì dove ad un cliente serviva la spedizione entro il giorno dopo sapeva a chi rivolgersi.

    Essere focalizzati, quindi non estendere la linea e rinunciare a qualcosa, non vuol dire vendere di meno, non vuol dire non vendere anche servizi a valore aggiunto ai nostri clienti; vuol dire però essere riconosciuti in un modo specifico e per una caratteristica specifica dai nostri clienti. Dobbiamo quindi essere ben attenti al fatto che non significa limitarci; e molto spesso questo limitarci non significa fare meno fatturato, vuol dire fare sicuramente fatturato di qualità, vuol dire riuscire ad uscire con un prezzo più alto e quindi ad avere margini più alti. Quindi in definitiva se abbiamo bene in mente queste due leggi sicuramente non metteremo a rischio il nostro business se funziona. Inoltre se riusciremo a rinunciare seguendo la legge del sacrificio, riusciremo a rimettere in sesto il nostro business lì dove sta cominciando a scricchiolare.

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  • La legge della Leadership

    Ho deciso di dedicare una parte della mia rubrica ad alcuni libri che hanno influenzato e che influenzano il mio modo di lavorare. Primo fra tutti é un libro di Al Ries che si intitola “Le 22 immutabili leggi del marketing” che ti consiglio sicuramente di leggere e che ogni buon imprenditore dovrebbe avere ben impresso in mente

    Vedremo in vari step questo libro perché secondo me è davvero un libro importante.

    Il libro è ormai datato ma le 22 immutabili leggi del marketing non sono davvero cambiate, quindi l’intento di Al Ries è stato sicuramente raggiunto e le sue affermazioni sono valide ancora oggi.
    Non vedremo tutte e 22 le leggi, ti consiglio di comprare il libro; oggi ci focalizziamo solo sulla legge numero 1.

    La prima legge di Al Ries é la Legge della leadership.

    Legge della leadership afferma che “è meglio essere primi che è meglio degli altri”.
    L’errore che facciamo come imprenditori e spesso di essere troppo focalizzati sul prodotto piuttosto che sulla percezione che le persone hanno del nostro prodotto. Molto spesso pensiamo che per essere primi il nostro prodotto deve essere meglio degli altri.

    In realtà non è così. Quello che dobbiamo fare è andare a prenderci la nostra nicchia di mercato, differenziarci dalla concorrenza per essere diversi e quindi primi per la risoluzione di un determinato problema dei nostri clienti. Dobbiamo tenere bene in mente, un cosa fondamentale di cui parla Al Ries: nessuno conosce i secondi.

    Se pensiamo al primo uomo che é andato sulla luna lo conosciamo tutti, e il secondo? Io non lo conosco non so tu!!!

    Quindi, nella nostra vita da imprenditore, dobbiamo puntare a diventare i primi in una nicchia di mercato. Come dice Al Ries in altre leggi, se non esiste una categoria ne creiamo una nuova per essere primi. Se non possiamo dominare la categoria nella quale siamo ora, se siamo secondi terzi o peggio ancora più avanti nelle classifica delle aziende che dominano questa categoria, dobbiamo uscire fuori da questa categoria e crearne una nuova che acquisisca i clienti da un altro angolo d’attacco quindi risolva il problema del cliente da un’altra focalizzazione!!!

    Vedremo anche altre leggi nella nel corso delle prossime pillole.

    Fammi  sapere se tu hai già letto questo libro è che ne pensi, e per non perderti le altre pillole e per non perderti le altre leggi iscriviti al mio canale in modo da essere sempre aggiornato!!!

  • Non cercare il colpevole per “le buche” della tua azienda

    Oggi voglio partire da una considerazione: vivo sempre più spesso a Roma e, a parte sentire quello che dicono i telegiornali, le strade romane sono davvero un colabrodo.

    Quello che osservavo mentre cercavo di evitare il groviera delle strade é che molto spesso le crepe che ci sono nella nostra azienda possono essere assimilate alla gestione delle buche stradali.

    Provo a spiegarmi meglio, molto spesso quello che succede, a Roma sempre, é che lì dove c’è una buca si prova a rattoppare; il problema reale é che la toppa  non dura. Per risolvere il problema infatti, bisognerebbe sicuramente levare un po’ di asfalto prima e un po’ di asfalto dopo vedere se quello che c’è ancora dopo é resistente e coprire in maniera più consistente. Possiamo vedere lo stesso problema nella tua azienda?

    Molto spesso quando c’è un problema cerchiamo di risolverlo trovando un colpevole. Allo stesso modo di quello che succede per una buca questo non porta la tua azienda a crescere e a fare in modo che quel problema non si ripresenti perché al primo inconveniente, al primo momento di stress, si ripresenterà lo stesso esatto problema proprio nello stesso modo nel quale alla prima pioggia la buca stradale si riaprirà (aggiungo creando una voragine sempre più grande).

    Cerchiamo quindi un modo per coprire in maniera strutturale le buche presenti nella nostra azienda:

    1. primo fra tutti capiamo l’origine del problema. Quindi non guardiamo al singolo inconveniente ma all’origine dello stesso. Non cercare il colpevole ma cerca di trovare quale parte del sistema non ha funzionato perché non è tanto “la buca” – il problema che si è verificato –  a dover far preoccupare la tua azienda, ma è capire se é un problema strutturale, capire se é necessario riorganizzare un pezzo dell’azienda o dare delle indicazioni migliori.
    2. Una volta che abbia individuato la causa non pensiamo solo alla risoluzione immediata, sebbene sia necessaria per non creare disservizi al cliente per non creare danni di reputazione aziendale, ma cerchiamo come sistematizzare la nostra azienda in modo che questo non si verifichi più.
    3. In terzo luogo lì dove il problema è più grande e quindi le cause sono primordiali fermiamoci un attimo riorganizziamo la nostra azienda quindi ri-pianifichiamo e ri-progettiamo il processo di risoluzione dell’attività che poi ha scatenato il problema.

    E’ solo in questo modo possiamo trovare ogni giorno un’azienda migliore è quella che abbiamo trovato il giorno prima.

    Fammi sapere se nella tua azienda risolvi le problematiche in modo concreto o se cerchi un colpevole e ricordati di registrarti sul canale youtube in modo da non perdere altri video

  • I 5 Trends tecnologici che guideranno la tua PMI nel 2019

    Siamo arrivati alla puntata di fine anno e vorrei approfittarne per aiutarti a capire quali sono i punti su cui dovresti focalizzarti nel 2019.

    Primo fra tutti un tema molto caldo ma anche molto importante e sentito dai tuoi clienti é il tema privacy. Oggi il GDPR ha dato una spinta in più a questo aspetto, ma soprattutto gli scandali come quello di Facebook hanno posto molto l’attenzione dell’utente finale su quello che riguarda sicurezza e conservazione del dato.

    Legato a questo argomento ovviamente ci sono tante informazioni e tanti progetti in ambito tecnologico che dovrai adottare primo fra tutti dovrai adottare servizi cloud perché l’obiettivo del 2019 se non lo hai giá  fatto è internazionalizzare la tua azienda, fornire ai tuoi clienti un servizio attivo H24 e soprattutto un servizio affidabile.

    Come terzo punto, e come terzo trend da seguire per il prossimo anno, sicuramente dovremo affacciarci al mondo dell’IoT che è molto più vicino alla tua azienda ed è molto più reale di quanto già non possiamo immaginare, abbiamo sempre più oggetti connessi e dovresti pensare anche tu di introdurne alcuni per migliorare il servizio che offri al tuo cliente finale, per migliorare anche quelle che sono le informazioni che riesci a recuperare dai tuoi prodotti e servizi con un occhio sempre attento alla privacy.

    Quarto trend che dobbiamo sicuramente cavalcare é quello dell’intelligenza artificiale; partiamo da progetti semplici quindi non mi aspetto di parlare di intelligenza artificiale in maniera molto evoluta, a meno che tu non sia un’azienda di nicchia specializzata in questo settore, ma sicuramente possiamo introdurre sistemi tipo i chatbot per aumentare e migliorare il customer care e il servizio clienti. Possiamo sicuramente affacciarci a servizi quali TensorFlow e gli altri servizi di Google e delle big corporation per introdurre sistemi intelligenza artificiale per esempio nei nostri e-commerce e nei nostri servizi web.
    Diciamo che il mondo dell’intelligenza artificiale sará uno dei temi piú caldi per il 2019.

    Ultimo ma non meno importante, dobbiamo iniziare a comprendere come il 5G rivoluzionerà la nostra azienda. Chiaro che, non tutte le aziende saranno impattate realmente da questo nuovo paradigma ma, dobbiamo capire se ci sono dei servizi che possiamo implementare per aumentare la leadership nel nostro settore di riferimento o come questa rivoluzione possa aiutarci a trasformare completamente il business e a far fuori i nostri competitor.

    Quindi ricapitolando 5 Trends tecnologici.

    1.  Primo trend che non é tecnologico ma è legato alla tecnologia è la PRIVACY. Devi avere un’attenzione e un’ossessione alla privacy ma soprattutto far percepire ai tuoi clienti quanto è importante per te la sicurezza del loro dato.
    2.  Secondo trend tecnologico CLOUD. Porta i sistemi in cloud e fornisci un servizio affidabile e sicuro attivo H24.
    3.  Terzo trend IoT. Inizia ad introdurre dei servizi, collega gli oggetti, fornisci un servizio diverso e acquisisci più informazioni sui tuoi prodotti in modo da migliorare sempre di più il servizio che offri al cliente finale.
    4.  Quarto trend intelligenza artificiale. Partiamo dai chatbot ma spostiamoci anche su tutto quello che ha a che fare col mondo dell’intelligenza artificiale legato alla specializzazione della tua impresa
    5.  Quinto trend 5G. Ultimo ma non meno importante, riuscire a capire come il 5G potrà rivoluzionare o trasformare ancora di piú il tuo business e dare un’accelerazione alle tue vendite.

    Buon fine anno e non dimenticarti di seguirmi sul mio canale youtube in modo da non perdere gli altri video

  • Utilizzi strumenti per il controllo delle performance tuo business?

    È un periodo che ho ripreso a correre in maniera assidua e a fare qualche qualche gara, anche se il mio fisico ancora non è consapevole, e riflettevo su quanto sia importante avere strumenti per valutare le performance della tua azienda così come io ho il mio Garmin che mi dà le indicazioni su quelli che sono i miei miglioramenti e su quello che è l’andamento del mio percorso sportivo.

    Molto spesso siamo così presi dal business giornaliero, dal seguire quelle che sono le esigenze, che perdiamo di vista quelli che sono gli strumenti analitici ci permettono di avere il controllo e la guida della nostra azienda.

    Dovresti quindi sapere benissimo per ogni tuo cliente quale é il fatturato che ti porta, ma anche quale é l’effort che richiede alla tua azienda ovvero quanti ticket apre, ovvero quanta è la marginalitá del singolo cliente, così come dovresti sapere in che punto della sua vita da cliente si trova. Ogni cliente ha quello che è definito il lifetime value e quindi tu dovresti essere capace di identificare per ogni cliente il punto nel suo tempo di vita con te. Non avremo clienti che compreranno come noi per sempre, ma avremo clienti che ad un certo della nostra vita ci abbandoneranno a meno che non avremo altro da offrire. Ma noi dobbiamo sapere benissimo valutare a che punto siano e a che punto dobbiamo
    continuare a fare upselling a questo cliente per aumentare il valore della nostra azienda e per aumentare il valore che diamo nostro cliente finale.
    Quindi il mio consiglio è di adottare strumenti per guidare la tua azienda consapevolmente, quindi di avere uno tuo cruscotto direzionale che ti dica per ogni cliente, ovviamente per ogni macro categoria di
    clienti a che punto è, e quale sará il passo successivo nel quale lo vuoi portare. Non devono essere i clienti a decidere quale é lo step successivo, ma devi essere tu che sei l’esperto a sapere qual è il bisogno successivo nella catena del tuo prodotto/servizio.

    Stai governando la tua azienda? Fammi sapere come ti stai comportando e SEGUIMI sul mio canale youtube per non perdere altri video

    Youtube Video – Valuta le performance della tua azienda
  • Gli insegnamenti di Seth Godin – The Dip – per la trasformazione della tua azienda

    Ho appena finito di leggere il libro di  Seth Godin – TheDip – e vorrei condividere con te alcuni spunti importanti che ho ricavato dalla lettura del libro e che, secondo me, possono essere utili per la trasformazione  della tua azienda

    Primo fra tutti il fatto che, molto spesso, nell’ideale comune i vincitori non falliscono mai, o non mollano mai. Questa è una delle idee più sbagliate; in realtà chi vince é passato da tanti fallimenti e ha saputo quando abbandonare. Così come ci racconta Seth Godin,  la differenza la fa sapere, nel momento in cui siamo nella valle, se siamo in una valle che è possibile scalare o siamo arrivati in un cul-de-sac e siamo in una strada senza uscita in cui risultati continueranno ad essere pochi e non consistenti.

    Il secondo punto interessante è proprio legato anche al fatto di saper fallire velocemente. Dobbiamo sapere quando abbandonare una strada per poterne prendere subito una nuova e quindi liberare energie da destinare a un progetto che abbia la possibilità di influenzare il mercato.

    L’altra affermazione importante è anche legata al fatto che oggi non esiste un singolo mercato. Se prendiamo per esempio la professione del medico, non esiste il medico generico come poteva essere tanti anni fa ma esiste lo specialista in ortopedia, lo specialista in chirurgia e così via. Dobbiamo quindi anche sapere qual è il nostro ambito di specializzazione ed è più opportuno vincere in un mercato di nicchia, un mercato più piccolo, piuttosto che continuare a lavorare in un mercato generalista senza risultati concreti.

    Come afferma Seth Godin nel suo libro, la differenza tra chi vince e chi invece rimane bloccato,e proprio la capacità di sapere quando è il momento di abbandonare l’impresa. Quindi come dico anch’io spesso, quella che deve essere una capacità importante per un imprenditore e la capacità di provare veloce, fallire ancora piú velocemente e ripartire. Con la differenza però che nel momento in cui siamo nella valle dobbiamo essere in grado di capire se il nostro lavoro, e quindi essere giù a testa bassa a lavorare, ci porta a influenzare il mercato oppure siamo bloccati nella valle e senza via di uscita.

    Quindi riassumendo:

    1. prova veloce;

    2. fallisci veloce;

    3. riprova veloce.

    Nel momento in cui hai trovato la tua strada l’unica parola valida é persistenza. Devi essere persistente, persistente, persistente per riuscire a battere e sconfiggere i tuoi competitor e diventare primo per la tua nicchia di riferimento.

    Fammi sapere che ne pensi e leggi anche tu il libro di Seth Godin perché davvero ricco di spunti.

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