La guida alla Trasformazione Integrata

Trasformazione Integrata

  • La Maratona del Business

    Ti  sei mai allenato per correre 10km? per la mezza maratona? per correre la maratona?

    Da qualche mese, un po’ per rimettermi in forma un po’ perché è uno sport che mi è sempre piaciuto, ho ripreso a correre. Ogni mattina all’alba ho cercato di abituare nuovamente il mio corpo a movimenti che ormai non gli appartenevano e a prendere un passo che fosse almeno accettabile.

    Se hai mai fatto jogging riesci a capire quello che intendo e probabilmente riesci a trovare tante analogie tra il tuo business e questo sport.

    Vediamo insieme come far correre il tuo business sia un gioco molto simile ad allenarti per affrontare la maratona. La premessa è… non sarà facile, servirà il giusto tempo per essere pronti e non tutti riusciranno a finirla.

    Probabilmente non penseresti di prepararti alla maratona se non stessi bene fisicamente. Allo stesso modo il prerequisito per preparare la tua azienda ad una competizione importante è che sia in buono stato di salute. In caso contrario dovrai prima risolvere i problemi contingenti per poi dedicarti al miglioramento e alla crescita del tuo business.

    Vediamo step by step le fasi che dovrai affrontare per allenare la tua azienda:

    1. Vincere la forza di inerzia che ti spinge a ritornare al punto di partenza

    Come per la corsa non è sufficiente andare a correre un giorno per farla diventare un’abitudine e per sentire meno forte la fatica, allo stesso modo per continuare a far crescere e migliorare la tua azienda dovrai vincere la forza che ti spinge a continuare a lottare contro i “soliti” problemi quotidiani e iniziare ad apportare dei cambiamenti.

    2. Cerca di avanzare a piccoli passi

    Proprio come avviene per una maratona, dove il processo di preparazione è lungo e con obiettivi ben definiti, lo stesso vale per la trasformazione della tua azienda.

    Non puoi pensare di stravolgere il tuo business da un giorno all’altro. La trasformazione è un processo strutturato e prolungato nel tempo. Devi darti degli obiettivi traguardabili e che aumentino la fiducia nel potenziale della tua azienda e del processo intrapreso.

    3. Goditi i risultati tangibili

    Se l’inerzia blocca e rallenta il processo in fase di avvio, allo stesso modo quando sarai riuscito a mettere in moto il cambiamento, otterrai risultati in maniera molto evidente. Goditi questo momento e preparati perché non sarà cosi per molto; scoprirai che i cambiamenti introdotti porteranno risultati tangibili ma ad un certo punto ti sembrerà di notare un rallentamento nell’evoluzione.

    4. Mixa bene la tua strategia

    I primi risultati che otterrai, sono quelli “facili da raggiungere”. Proprio come nella corsa, dovrai variare il tuo allenamento per migliorare i tempi, aggiungere esercizi che ti consentano di aumentare lo scatto e la velocità, allo stesso modo, dovrai tarare bene i risultati e variare le strategia per trovare il mix che ti permetta di continuare a migliorare i tuoi risultati.

    5. Non smettere di allenarti

    La maratona, così come la trasformazione della tua azienda, è una “corsa” lunga e anche se credi di essere stato veloce a raggiungere i primi traguardi  (i 10km) considera che per arrivare a terminarla (sono oltre 42km) devi continuare ad allenarti tutti i giorni.

    6. Raffina la tecnica

    Quando avrai raggiunto una buona performance, lavora per affinare i risultati. Come tutti gli sportivi, finita una gara inizia a prepararti per la successiva.

    Ci saranno dei momenti di rallentamento e delle accelerazioni improvvise, fa tutto parte del processo. Non lasciarti prendere dall’euforia ai primi risultati ma sopratutto non farti prendere dallo sconforto nei momenti in cui sembra che nulla migliori. Se lavori con costanza e metodo, nulla potrà fermare la trasformazione della tua azienda e la crescita del tuo business.

    Nel business come nella vita privata, ci troviamo tutti a correre un maratona verso i nostri risultati. L’obiettivo è godersi i traguardi intermedi e non perdere mai il focus che ci spinge a fare sempre meglio.

    E ricorda:

    Il bello di imparare a correre è che poi non ti va più di camminare. E ti abitui ad andar più veloce degli altri; rapido verso i tuoi sogni. [Anonimo]

    Ps. Se vuoi confrontarti con me, lascia un commento o contattami in privato

  • Perché Pareto puó cambiare il futuro della tua azienda

    Hai mai sentito parlare del Principio di Pareto?

    Una formulazione intuitiva di tale principio afferma che circa il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti. (Wikipedia)

    Ti stai chiedendo cosa lega Pareto alla tua azienda? Devi sapere che il Principio di Pareto trova applicazione in una moltitudine di ambiti, dall’economia, all’informatica, dal controllo di gestione alla gestione del tempo personale.

    dal Principio di Pareto segue che:

    1. l’80% del fatturato della tua azienda è realizzato con il 20% dei tuoi clienti;
    2. l’80% del tempo di gestione dei clienti è speso per gestire il 20% dei clienti;
    3. l’80% del lavoro è portato a termine dal 20% dei tuoi collaboratori;
    4. l’80% dei risultati che ottieni è frutto del 20% dei tuoi sforzi;

    Proviamo quindi a capire come puoi utilizzare questa informazione per cambiare il futuro della tua azienda e liberare risorse (tempo e denaro) per far crescere il tuo business e trasformare la tua azienda.

    1. Riduci il numero di clienti ed elimina quelli non profittevoli

    L’idea che tutti i clienti siano importanti è di per se una regola sbagliata e in alcuni casi è piú produttivo in termini di costi, tempo e reputazione dell’azienda lasciare andare alcuni “clienti”.

    Puoi sicuramente distinguere i tuoi clienti in 4 tipologie:

    1. Quelli che portano un grande fatturato di qualitá alla tua azienda. Questi clienti sono tra il 20% che porta l’80% del fatturato;
    2. Quelli che portano un grande fatturato ma non di qualitá con la mission aziendale. Questi clienti rientrano nella categoria precedente per la parte fatturato ma anche nel 20% dei clienti che rubano l’80% del tempo di gestione.
    3. Quelli che portano poco fatturato ma di qualitá che ruba poco tempo di gestione.
    4. Quelli che portano poco fatturato e che rubano molto tempo di gestione. Questi clienti sono mediamente aziende con le quali abbiamo anche problemi nel processo di fatturazione e che difficilmente spenderebbero una buona parola per la nostra azienda indipendentemente dall’impegno che mettiamo nel fornire il nostro servizio.

    Se fino ad ora non hai mai fatto questa considerazione, dopo un’analisi attenta noterai che i clienti di tipo 4 sono piú di quelli che immagini. Ringraziare questi clienti e informarli che non potremo piú essere loro fornitori puó portare grande giovamento alla tua azienda. Libererai in questo modo tempo e risorse da dedicare ai clienti piú profittevoli.

    A tendere, quello che dovrá essere il nostro obiettivo sará di eliminare i clienti al punto 4 e trasformare i clienti della tipologia 2 in 1.

    Tenendo bene in mente questa linea guida verrá naturale migliorare il FOCUS dell’azienda e individuare il target di clienti con i quali vogliamo lavorare.

    1. Introduci un processo di gestione del personale

    Se è vero che  l’80% del lavoro è portato a termine dal 20% dei tuoi collaboratori è importante:

    • individuare chiaramente chi sono i tuoi collaboratori piú produttivi per mantenere alto il loro livello di ingaggio;
    • Individuare chi sono i collaboratori meno performanti per prendere azioni correttive e portarli alla produttivitá.

    È sicuramente vero che per una PMI la ricerca di personale valido è una grande problema da affrontare, per questo motivo dovrai fare in modo che la tua azienda diventi un posto di lavoro ambito. Questo sará possibile solo lavorando sul brand aziendale e sulle storie di successo.

    1. Gestisci meglio il tuo tempo

    Per te che sei imprenditore, il tempo è sempre tiranno. È importante che tu faccia un’analisi approfondita sul modo in cui trascorrono le tue giornate pe capire quali sono le attivitá piú produttive. Focalizzarti sul 20% che porta maggior valore ti aiuterá ad aumentare il contributo che dai alla tua azienda.

    Per quel che riguarda il restante 80% delle attivitá dovrai utilizzare la tecnica della delega. Se vuoi approfondire di piú sulla delega leggi questo articolo.

    In conclusione, dobbiamo sempre avere un occhio attento all’efficienza della nostra azienda e dobbiamo imporci dei tempi di revisione di tutti gli ambiti del nostro business al fine di permettere una crescita sana e controllata.

    Usa il principio di Pareto per liberare tempo e risorse da dedicare alla trasformazione del tuo business. E ricorda:

    Alcune persone non amano cambiare. Ma bisogna abbracciare il cambiamento, soprattutto quando l’alternativa è il disastro.– Elon Musk

    Continua a leggere i miei articoli su www.sromano.it

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  • I 5 passi per lanciare un nuovo prodotto

    Anche tu ti sei scontrato con il lancio di un nuovo prodotto o servizio?

    Sicuramente ti sará capitato di dover scegliere quale fosse l’idea migliore, quale mettere a prioritá maggiore e scegliere il momento giusto per il lancio. Molto spesso ti sara successo di vedere allungarsi i tempi e alla fine non riuscire a lanciare con successo la tua nuova iniziativa.

    Il punto di forza e anche di debolezza di quasi la totalità delle PMI italiane è che nascono dall’esperienza del proprietario.  Lui è prima di tutto il “tecnico” che piú per esigenza che per passione si “sporca le mani” con la parte commerciale e con il marketing.

    Come risultato, spesso si perde il focus su quello che serve davvero ai clienti e ci si ferma ad aspettare che tutte le funzionalità siano pronte prima di aver un riscontro dal mercato, investendo tempo e risorse in progetti che non sempre portano i risultati sperati.

    Ecco perché di seguito ti descrivo il processo iterativo a 5 step per lanciare un nuovo prodotto o servizio, che ti porterà un’ottimizzazione di tempi e costi e ti garantirà un feedback immediato sulla bontà delle tue scelte:

    1. Lavora su un progetto/idea per volta

    Come tutti gli imprenditori anche tu avrai mille idee e progetti che se solo avessi tempo rivoluzionerebbero il tuo business. Devi peró sforzarti di concentrare tutti i tuoi sforzi su di un singolo progetto per volta. Il Focus è la prima arma verso il raggiungimento di risultati.

    1. Individua in modo preciso la nicchia di clienti ai quali si rivolge il tuo prodotto o servizio

    Anche se è contro intuitivo, devi restringere il piú possibile il bacino di utenti che puó utilizzare la tua soluzione.

    Come dico spesso: “se è per tutti non risolve il problema specifico di nessuno.

    Devi invece risolvere un problema specifico di una nicchia specifica, in questo modo il tuo prodotto o servizio sará facilmente identificabile come la soluzione alle problematiche specifiche del tuo target di clienti.

    1. Verifica la riposta del mercato con un test su piccola scala

    Se hai dei clienti fedeli, offrigli il tuo nuovo prodotto e/o servizio anche con forti promozioni pur di aver un feedback dal mercato. I tuoi clienti fedeli sono una grande fonte di informazione e sono di solito anche i tuoi primi sponsor. Non dovrai elemosinare critiche costruttive che ti permetteranno di tarare meglio la tua soluzione

    1. Usa il feedback della fase precedente per affinare il tuo prodotto o servizio e riesegui la fase di test al punto 3

    Se i test al punto 3 ti indicano di non continuare il progetto passa al punto 5.

    1. Testa veloce, sbaglia veloce e reitera dal punto 1 per partire con un nuovo progetto

    Segui il processo step by step che ti ho indicato per evitare di spendere tempo e denaro in progetti che non porteranno al successo la tua azienda e per prendere decisioni rapide per il tuo business.

    Prova anche tu questo processo e lasciami un feedback.

    E ricorda:

    Alla Nasa il fallimento non è accettato come risultato. Da noi invece sì. Perché se le cose non falliscono, significa che non stai innovando abbastanza. – Elon Musk

  • Come trasformare il tuo business ed uscire dalla crisi

    In qualunque ambito lavori la tua azienda, ti sará capitato di sentir parlare di crisi. Eppure ci sono aziende che continuano a prosperare e altre che escono fuori dall’anonimato e conquistano nuovi spazi di mercato.

    I problemi che affrontano le aziende che sono bloccate e non riescono a crescere o peggio ancora sono in crisi sono principalmente di due tipi:

    1. Sono le classiche PMI con un One Man Show costretto a fare da equilibrista tra tutte le attivitá dell’azienda e che arriva a lavorare fino a 20 ore al giorno;
    2. Non riescono a differenziarsi nel mercato e devono continuare a lottare sul prezzo e con servizi troppo paragonabili a quelli dei competitor.

    Se sei afflitto dal primo problema, ti rimando ad un mio articolo sulla necessitá di delegare.

    Per il secondo punto invece abbiamo bisogno di approfondire quella conosciuta come Strategia Oceano Blue, per la quale ti consiglio di leggere il libro di W.Chan kim e Renee Mauborgne.

    Secondo la loro visione, la tua azienda può navigare in un oceano rosso o in un oceano blue.

    L’oceano rosso è rappresentato dallo spazio di mercato già esplorato da molte aziende e nel quale:

    • L’obiettivo è battere i competitor
    • Si lavora sulla domanda esistente
    • La lotta per servizi simili si basa sul prezzo.

    Dall’altro lato, l’oceano blue è invece uno spazio di mercato ancora incontaminato nel quale la competizione diventa secondaria ed è possibile creare e attrarre nuova domanda.

    La differenza tra chi rimane intrappolato nell’oceano rosso e chi invece riesce a creare un oceano blue, dove la concorrenza non esiste ancora, è quella che gli autori del libro chiamano “Value Innovation” ovvero innovazione di valore. L’idea sulla quale si base l’innovazione di valore è legata alla possibilità di neutralizzare la concorrenza offrendo agli acquirenti e all’azienda stessa un aumento significativo di valore e aprendo uno spazio di mercato nuovo e incontestato.

    Il libro è una miniera di consigli e una guida pratica per valutare la tua posizione nel mercato e per capire come creare il tuo oceano blue.

    Io invece provo a darti alcune indicazioni che, dal mio punto di vista, nel breve periodo possono aiutarti a far cambiare passo alla tua azienda:

    1. Fai l’elenco di tutti i prodotti/servizi che vendi;
    2. Individua il tuo prodotto/servizio migliore. Quello che giá adesso ti differenzia, seppur non in maniera netta, dai tuoi competitor e che in genere è il motivo per il quale i tuoi clienti ti contattano e ti scelgono
    3. Elimina, per il momento solo dai tuoi materiali di marketing, i prodotti/servizi che non portano grande valore sia in termini economici che in termini di specializzazione alla tua azienda
    4. Focalizza la tua comunicazione e le tue azioni di marketing sul prodotto/servizio scelto al punto 2.

    Seguire i passi precedenti ti permetterà di focalizzare i tuoi sforzi produttivi e di comunicazione sull’asse principale di profitto della tua azienda.  Se ti renderai conto che, con il tuo prodotto di punta ti trovi già a navigare in un oceano rosso, allora sarà fondamentale introdurre innovazione di valore per diventare leader in una tua nuova nicchia di mercato.

    Ricorda che la strada nella creazione di un’azienda di successo è fatta da piccoli passi e piccoli traguardi. È però fondamentale che ogni passo sia parte di una strategia complessiva per la strada verso il successo.

    Se pensi di essere afflitto anche tu dai problemi descritti in questo articolo e vuoi avere un confronto, lascia un messaggio o scrivimi in privato

    E ricorda:

    La cosa più difficile del successo è che devi continuare ad avere successo. (Irving Berlin)

  • Cosa lega Nokia e Kodak con la tua Digital Transformation

    Hai mai valutato le conseguenze alle quali vai incontro se non continui il processo di Innovazione e di Digital Transformation della tua azienda?

    Oggi voglio raccontarti due storie non a lieto fine, quella di Nokia e Kodak, e cercare insieme a te i modi per evitare  che la tua azienda possa avere la stessa sorte.

    Nokia Corporation nasce nel 1967 con quattro mercati di riferimento: carta, elettronica, gomma e cavi. La storia che ci interessa inizia nel 1991 quando viene lanciato il nokia 1011 che vende oltre 20 milioni di esemplari per arrivare nel 1998 con la serie 6100 che ne vende oltre 41 milioni. Nokia arriva a valere 70 Miliardi di dollari, fino a che il 9 Gennaio 2007 viene lanciato il primo iPhone e il sistema operativo Symbian di Nokia mostra tutti i suoi punti deboli.

     

    Da questo momento in poi inizia il declinio di un’azienda che non ha saputo innovare e guardare oltre lasciando spazio ad altri competitor quali Samsung, LG e HTC.

    “Il clima autoritario, la mancanza di chiarezza (“perché dire la verità ai manager? Non avrebbe migliorato la situazione” spiega un altro dipendente), la pressione sugli ingegneri per realizzare prodotti in poco tempo da lanciare sul mercato, aiutano a spiegare perché le cose siano peggiorate negli anni.” (FONTE: StartupItalia )

     

    Kodak viene fondata verso la fine dell’ottocento con uno uno slogan accattivante , “Voi premete il pulsante , noi facciamo il resto” , che ne sintetizza perfettamente tanto lo scopo quanto l’incredibile successo: diffondere e rendere accessibile la fotografia anche ai non professionisti.

     

    La Kodak tenta di stare al passo ma risulta troppo chiusa , ancorata ai vecchi modelli e incapace di visualizzare un futuro diverso da quello analogico: nonostante sia la prima a ideare un prototipo di macchina fotografica digitale , decide di abbandonare il progetto , spaventata dal rischio di far concorrenza ai suoi stessi prodotti. Questa paura peró le è stata fatale. (Fonte: Facciamo Impresa)

     

     Quali lezioni possiamo imparare da Kodak e Nokia:

    1. avere una posizione dominante di mercato non è sufficiente per non fallire;
    2. se non è la tua azienda la prima ad innovare arriverá un competitor e la spazzerá via;
    3. la trasformazione non è un processo veloce, e rischiamo di fare la fine di Nokia nel momento in cui vogliamo rincorrere i nostri competitor.

    Premesso che, non mi aspetto che tra i miei lettori ci sia il CEO di Apple, Samsung o altre big company, il messaggio chiaro che dovrebbe avere ogni azienda, in qualunque settore essa si trovi a lavorare è il seguente.

    Il business è una battaglia che va vinta su due fronti:

    1. Il prodotto
    2. Il marketing legato al prodotto e all’azienda

    Solo il mix vincente Marketing-Prodotto potrá portarti ad essere, nella tua nicchia di riferimento, il leader incontrastato e solo con la continua ricerca e trasformazione potrai continuare ad esserlo.

    « Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma » (Antoine-Laurent de Lavoisier)

  • E tu sai far parlare il tuo prodotto?

    No non è una provocazione è piuttosto una domanda molto seria. Quanti dei tuoi prodotti riescono a parlare con i tuoi Clienti?

    Hai mai sentito parlare di IoT – Internet of Things? In due parole l’Internet of Things, o anche Internet delle Cose, ha come obiettivo quello di interconnettere gli oggetti in modo che possano comunicare e scambiarsi informazioni. Se fino a pochi anni fa si aveva l’obiettivo di far comunicare tutte le persone, oggi abbiamo quello di interconettere tutti gli oggetti (IoT Wikipedia).

    Per renderti ancora piú chiara l’idea, pensa alla macchina a guida autonoma di Tesla e avrai un oggetto iperconnesso.

    È da poco uscito l’ IoT Barometer 2017/2018 pubblicato da Vodafone, che entra in dettaglio su quella che è la penetrazione e la diffusione degli oggetti connessi. Ti consiglio di leggerlo con attenzione; io ti riporto di seguito i benefici ottenuti grazie all’IoT per aiutarti a capire quanto valore porta l’innovazione alla tua azienda:

    1. Il 95% delle aziende ha dichiarato di aver ottenuto benefici tangibili dall’adozione di tecnologie IoT.
    2. Le organizzazioni hanno ottenuto un incremento dei ricavi e una riduzione dei costi.
    3. Oltre il 51% di chi ha introdotto tecnologie IoT ha affermato di aver ottenuto nuove fonti di ricavi per l’azienda
    4. L’IoT sta promuovendo la trasformazione aziendale. Il 74% concorda sul fatto che la trasformazione digitale è impossibile senza IoT.

    Fermo restando che ti consiglio di studiarlo approfonditamente (se vuoi confrontarti con me puoi farlo nei commenti o in privato) proviamo a capire insieme che vantaggi puó portare alla tua azienda far “parlare il tuo prodotto“.

    Faccio una piccola premessa, possiamo utilizzare varie tecnologie piú o meno sofisticate per portare innovazione ai tuoi prodotti. Partendo dalla piú semplice ovvero l’utilizzo di QrCode o dei codici a barre, passando per le tecnologie RFID, NFC, Beacon, per arrivare ad hardware progettato appositamente per condividere informazioni sul tuo prodotto.

    Alcuni ambiti di applicabilità possono essere relativi al fornire:

    1. Informazioni sulla tracciabilitá e sul processo di produzione del singolo prodotto/lotto;
    2. Informazioni utili ad accelerare il processo di garanzia e la manutenzione;
    3. Storia dell’azienda e del prodotto;
    4. Garanzia di anticontraffazione;
    5. Tracciamento del prodotto;
    6. Controllo da remoto.

    Attraverso questi dati potrebbe essere piú facile fornire assistenza ai nostri clienti, far ordinare dei pezzi di ricambio, aumentare la loyalty al nostro marchio, introdurre servizi a valore aggiunto.

    In conclusione, direi che ad oggi non esiste categoria di prodotti che non possa sfruttare le potenzialitá offerte dal mondo dell’IoT e, se pensi non sia cosi, sono pronto a confrontarmi con te.

    La Digital Transformation della tua azienda passa anche dall’evoluzione del tuo prodotto e dall’utilizzo di tecnologie IoT che ti permetteranno di continuare ad offrire ai tuoi clienti la migliore esperienza di acquisto e di utilizzo dei tuoi prodotti.

    Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero! GANDHI

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  • La Delega e la Digital Transformation

    Perché è importante delegare e cosa lega la delega alla trasformazione digitale e alla crescita della tua azienda?

    A prima vista la delega puó sembrare un tema collaterale o completamente scollegato dalla Digital Transformation. Per capire perché non è cosi prova a rispondere a queste semplici domande:

      1. Riesci a terminare la tua to-do list giornaliera?
      2. Quante sono le distrazione che interrompono la tua giornata lavorativa?
      3. Hai dei progetti che ti riprometti da tempo di portare avanti?

    Se la tue risposte sono state nell’ordine : SI, NESSUNA, NO allora non è necessario che continui a leggere.

    Se invece hai risposto diversamente ad almeno una domanda allora seguimi ancora per un attimo.

    Che tua sia l’imprenditore, l’AD, il CIO/CTO o peggio che tu sia tutte e tre le figure in una sola, uno dei problemi che bloccano la crescita e la trasformazione della tua azienda è che hai letteralmente troppe “cose” da fare e che non riesci a dedicarti ai progetti veramente importanti per la tua crescita.

    A questo punto il passo zero per aprire la strada a progetti di trasformazione passa dalla DELEGA e, anche se al momento ti sembra difficile, prova a seguire questi step per iniziare il tuo processo di cambiamento:

      1. Fai un elenco quanto piú esaustivo possibile di tutte le attivitá che svolgi;
      2. Dall’elenco precedente seleziona le attivitá ad alto valore aggiunto. Considera ad alto valore non solo quelle che portano un valore economico effettivo all’azienda ma anche quelle che per tua indole hai piacere nel fare;
      3. Delega le attivitá a basso valore.

    Scritto in forma d’elenco sembra tutto troppo facile o forse al contrario estremamente difficile. Riesco a percepire alcune delle tue obiezioni:

    • fosse facile da delegare lo avrei giá fatto;
    • come lo faccio io gli altri non riescono a farlo;
    • perderei troppo tempo ad insegnare e successivamente a verificare che tutto sia fatto correttamente.

    E queste obiezioni non devono bloccare il processo di delega.

    La regola che deve guidarti peró è che se riesci a liberare il tuo tempo per attivitá a piú alto valore allora, anche se un attivitá non sará eseguita al 100% come la faresti tu, va bene uguale.

    Ti consiglio a tal proposito un paio di libri, che leggerei in sequenza, di Piernicola De Maria che ritengo uno dei maggiori esperti in questo ambito in Italia: Efficacia Personale e Se solo ti lasciassero lavorare (in uscita a Dicembre 2017).

    Sono sicuro, e l’esperienza me lo ha dimostrato, che nel momento in cui riuscirai a liberare del tempo, sarai in grado di dare un’accelerazione ai tuoi progetti e alla crescita della tua azienda.

    Ricorda che la trasformazione digitale è la ninfa che ti permetterá di essere ancora sul mercato nei prossimi anni e che ti aiuterá ad avere un vantaggio competitivo rispetto ai tuoi clienti.

    “Un business deve essere coinvolgente, deve essere divertente e deve esercitare il tuo istinto creativo.”

    Sir Richard Branson

  • La Digital Transformation fa schifo se non sai come farla

    Introdurre processi di Digital Transformation in azienda è fondamentale per continuare a essere competitivi sul mercato.

    Ma come farlo nel modo corretto?

    Quando si affrontano progetti di Digital Transformation spesso si fa l’errore di concentrarsi troppo sulla parte DIGITAL. Per portare al successo un progetto è invece fondamentale che il focus sia la TRANSFORMATION che porta con se non solo cambiamenti digitali ma anche cambiamenti organizzativi e strutturali per l’azienda.

    Ecco 4 punti da tenere sempre in osservazione in tutte le fasi di ideazione, progettazione e realizzazione di un progetto di Digital Transformation:

    1. Avere obiettivi chiari

    Sempre più consulenti proveranno, anche sull’onda del piano Industria 4.0, a convincervi che è il momento giusto per investire in nuovi progetti. Gli incentivi devono invogliarvi ad osare ancora di piú nella lotta alla competitivitá di mercato; ma non fatevi prendere dall’euforia e dall’idea di progetti facili.

    Individuate le aree dell’azienda che hanno bisogno di una “svecchiata”, identificate in maniera chiara ed inequivocabile uno o due obiettivi importanti da raggiungere e lavorate in maniera focalizzata solo su quelli.

    1. Fare in modo che l’innovazione sia al servizio del business e non il contrario

    Studiate in maniera oculata quanto l’innovazione è funzionale al business. Personalmente sono contrario all’innovazione ad ogni costo, sono invece favorevole all’ottimizzazione dei processi e allo sfruttare le potenzialitá tecnologiche per aiutare il nostro business a crescere.

    1. Considerare gli impatti del progetto su tutta l’azienda (dal portinaio all’ingegnere di processo)

    I processi di trasformazione portano una scossa all’intera azienda. Individuate le aree impattate dal cambiamento in maniera diretta e quelle che lo subiranno indirettamente. Per ognuna di queste aree prevedete un programma di change management dedicato. Ricordate di dare il giusto valore al processo di cambiamento e, se proprio dovete negoziare con il vostro fornitore ( anche se mi piace definirlo partner progettuale) non fatelo sulle giornate necessarie a fare il modo che il progetto sviluppato venga accettato in azienda.

    Che si parli con gli ingegneri della NASA o con il contadino di provincia, dovremo sempre affrontare un’opposizione al cambiamento e la buona riuscita del progetto dipenderá molto da come lo gestiremo.

    1. Darsi il giusto tempo

    Il processo di trasformazione non puó essere immediato, diffidate dai progetti all-in-one . Create un piano strutturato e a lunga visibilitá ma pretendete che siano ben definite le milestone e gli step intermedi.

    La trasformazione è nemica del caos. La trasformazione deve portare un caos controllato e per farlo serve una squadra che sappia gestire quello che agli occhi esterni sembra solo caos.

    E come dice Elon Musk

    Alla Nasa il fallimento non è accettato come risultato. Da noi invece sì. Perché se le cose non falliscono, significa che non stai innovando abbastanza.

    – Elon Musk

  • La guida definitiva per mettere in sicurezza la tua infrastruttura

    Abbiamo visto fino ad ora quali sono i blocchi, le insicurezze ma soprattutto i rischi che corri se non prendi consapevolezza che la continuità del tuo business è in pericolo e che potresti incorrere in danni incalcolabili.  Mi sembra chiaro anche che a questo punto tu sia un po’ frastornato e non sappia bene quale sia il punto dal quale iniziare a lavorare per porre rimedio alla situazione attuale

    La premessa da fare è  che se sei un IT administrator dovresti utilizzare i passi riportati di seguito per mettere al sicuro prima di tutto la tua professionalità. Prepara un report alla proprietà nel quale spieghi che se non verranno seguite le tue indicazioni non potrai essere ritenuto responsabile di tutte le problematiche più o meno gravi  che potranno succedere e fai percepire in modo netto e concreto quale è il modo professionale per gestire l’infrastruttura aziendale.

    Ecco di seguito la guida in 4 fasi, da seguire in sequenza, per garantire alla tua azienda di essere resiliente ad ogni tipo di imprevisto:

    • Step 1: Dotarsi di un sistema di Backup in Cloud o in una sede “sufficientemente” remota:

    Partiamo dal presupposto che conservare i vostri backup, in un NAS o una SAN nella stessa sala server o in una sala adiacente non mette al sicuro i vostri dati. È quindi fondamentale che vi dotiate di un sistema di backup, non importa quale software decidiate di utilizzare (Veeam o Evault per citare i primi due nella mia mente), ma è importante che sia in un luogo sicuro.

    Sapete perché consiglio di acquistare un servizio di Backup as a Service? Per due principali ragioni:

    1. non dovrete più preoccuparvi  di acquistare nuovo storage fisico al crescere della dimensione del backup, e potrete pagare sempre e solo per la reale dimensione necessaria;
    2. potrete contare sul supporto di specialisti per settare le policy e soprattutto per verificare che tutto continui a girare nel modo coretto. Il primo problema che si verifica quando serve un backup è che nessuno si é accorto che la procedura va in errore e che quindi l’ultimo backup valido è vecchio di parecchie settimane.
    • Step 2: Dotarsi di un sistema di Disaster Recovery.

    Partiamo con il definire cosa é un sistema di Disaster Recovery (DR):

    Disaster Recovery è l’insieme di processi e tecnologie atti a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture necessarie all’erogazione di servizi “core business” a fronte di gravi emergenze (disastri).”  (fonte: Universitá di Roma)

    Quindi nel momento in cui dovessimo affrontare una grave emergenza ( incendio, alluvione, terremoto…) dovremo avere un’infrastruttura attrezzata e pronta ad essere accesa per ospitare solo e soltanto i servizi “Core business”.

    A differenza delle Business Continuity che garantisce che tutto funzioni senza percepire nessuna forma di disservizio anche se l’infrastruttura principale ha un fault, il DR è utilizzato solo in casi estremi nei quali è fisicamente impossibile recuperare e lavorare sulle macchine fisiche. Per essere considerato valido un sito di DR deve essere posto ad almeno 50Km di distanza da quello principale ( in bibliografia vengono riportate distanze di 150/200Km, ma 40/50Km sono già una distanza che ci rende tranquilli).

    In caso di disastro verrà quindi attivata, come definito nel Disaster Recovery Plan, la procedura per il ripristino d’emergenza delle funzionalità necessarie a far funzionare, anche se non con prestazioni pari al 100%, la tua azienda.

    Date le informazioni precedenti, è chiaro che il fatto di avere in una sala vicina a quella principale le vecchie macchine che invece di essere dismesse, si ipotizza possano essere accese in caso di disastro non è una soluzione perché:

    1. Non sono ad una distanza sufficiente da garantire che non siano coinvolte dal disastro
    2. Non è detto che al riavvio tutto funzioni correttamente. Nel piano di disastro infatti è prevista la verifica periodica dell’intera infrastruttura, compreso il funzionamento delle macchine virtuali e la verifica di consistenza dei backup usati per il ripristino.
    • Step 3: Introdurre un sistema di business continuity

    Che succede se dovesse verificarsi un problema alla vostra infrastruttura principale? Senza una business continuity (BC) il tuo business sarà bloccato in attesa che la problematica venga risolta e che i sistemi vengano riattivati.

    È importante capire in questo caso quanto è mission critical il tuo business e quante perdite economiche o danno di immagine possa portare un fermo macchina. Sulla scelta se dotarsi o meno di una BC, quelli precedenti devono essere i driver che guidano la scelta. Se essere fermi  qualche ora, al limite un giorno, non porta perdite di utili/clientela/loyalty al marchio, allora non è sicuramente da considerare prioritario dotarsi di una BC, in caso contrario è un investimento che con probabilità molto alta avrà il suo ritorno.

    • Step 4: Passare ad una soluzione Total Cloud

    Il passo finale è quello di avere, l’infrastruttura principale, la Business Continuity e il Disaster Recovery in cloud. In questa ipotesi avrai la garanzia che il tuo business non subirà mai un blocco.

     

    Resta inteso che dovete considerare obbligatori almeno i passi 1 e 2 e che, se non li avete già, il vostro business  è in serio pericolo e con lui anche la solidità delle vostra azienda e i dati e servizi che offrite ai vostri clienti.

  • Trova la chiave per liberarti dalle catene della tua infrastruttura!!!

    Nel precedente articolo abbiamo affrontato i motivi per i quali non puoi permetterti che l’infrastruttura della tua azienda sia gestita in modo approssimativo. Mentre leggevi l’articolo ho notato nelle smorfie del tuo volto che seppur fossi d’accordo sul fatto che “questo tizio alla fine sta dicendo cose sensate” ancora un bel po’ di domande sono rimaste a frullare nella tua testa.

    Proviamo quindi a chiarire i principali dubbi che, nel momento in cui inizi un progetto di razionalizzazione dell’infrastruttura e di migrazione in cloud, potrebbero ostacolarne il processo e soprattutto i motivi per cui sono falsi

    • Non sono sicuro di portare i dati della mia azienda in cloud

    Questa è una delle obiezioni più frequenti…

    Se da un lato riesco a capire che possa essere destabilizzante sapere che tutto il patrimonio informativo della tua azienda sia custodito da un “estraneo” (il Fornitore/Partner di servizi cloud) d’altro canto la  prima risposta a questa obiezione è relativa a tutti i temi sulla sicurezza dei dati affrontati nel precedente articolo. Come vedremo quando andremo a sviscerare i vari modi con i quali è possibile portare la tua infrastruttura in un data center di ultima generazione, esistono modalità che ti garantiscono di avere un ambiente completamente dedicato alla tua azienda  (il cloud privato) e che quindi ti rende sicuro della segregazione fisica dei dati tra la tua compagnia e il resto del mondo.

    • Chi mi garantisce che le risorse virtuali in cloud siano davvero a mia disposizione e che non ci siano problemi nel momento in cui ho esigenze di picco

    Nel mondo virtuale, dove le risorse sono condivise, può essere lecito chiedersi se quest’ultime siano davvero disponibili per le nostre esigenze e cosa potrebbe succedere al crescere del business o in caso di esigenze temporanee di picco. Il modo migliore per affrontare questo dubbio è quello di farsi aiutare da uno specialista a dimensionare correttamente l’infrastruttura in cloud, di affidarsi ad un provider affidabile e di prevedere nel contratto che i picchi di richieste siano gestisti in maniera automatica salvo poi rivedere le stime o pagare un extra per le risorse aggiuntive utilizzate.

    È sicuramente vero che la gestione dei picchi può essere un problema che potrebbe mettere in crisi la tua infrastruttura fisica nel momento in cui la naturale obsolescenza ti porta a dover effettuare un upgrade fisico. È invece molto più facile “prendere in prestito” risorse da una infrastruttura in continua crescita,  dimensionata per ospitare molti Clienti e in grado di accogliere il nuovo business che si acquisisce

    • Abbiamo appena aggiornato la nostra infrastruttura HW quindi non è il momento di pensare al cloud

    Fermo restando che esternalizzare la propria infrastruttura non significa per forza utilizzare servizi di cloud pubblico. In questo caso specifico è importante ricordare che i server sono solo una componente del tuo data center e che quindi per essere tranquillo di garantire la continuità operativa la soluzione migliore è quella  di affidarsi ad un servizio di Colocation o di definire un servizio di Disaster Recovery in cloud. Ad ogni modo il fatto di aver comprato nuove macchine non mette al sicuro te e il tuo business da tutte le problematiche descritte fino a questo momento.

    • Aggiungo un livello di complessità dovendo accedere ai miei server in remoto e non potendo intervenire fisicamente quando voglio

    Anche questo è un falso mito. Tra tutti il motivo più importante è legato al fatto che migrare la tua infrastruttura ti costringe a fare l’inventario delle macchine fisiche, delle macchine virtuali, delle applicazioni installate, delle procedure automatiche e di tutto quello che ruota intorno al tuo data center. Ti stupirai di quanto la routine giornaliera di porti ad essere inefficiente e disorganizzato nella gestione dei tuoi server.  Non è poi vero che non si possa intervenire fisicamente sui tuoi server, ma proprio per maggiore sicurezza puoi esternalizzare tutte le attività fisiche che devono essere fatte sulle tue macchine. Ultimo ma non meno importante, oggi si sta diffondendo quello che è definito Cloud Ibrido e che farà in modo che per te e per il tuo business sarà davvero indifferente il luogo in cui sono le tue macchine e soprattutto in quanti luoghi sono (in uno o più DC, on premise, ecc..). Proverò a raccontarti meglio nel prossimo articolo cosa è il cloud ibrido.

    Nel prossimo articolo approfondiremo le modalitá con le quali puoi mettere in sicurezza la tua infrastruttura, e le motivazioni che dovrebbero guidare la tua scelta.

    Nel frattempo se hai dubbi, curiosità domande non esitare a contattarmi!!! Make your choice… and… Share the knowledge!!!

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